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Sportdonna interview – Addio San Zaccaria, Longato: “Avevo bisogno di nuovi stimoli”

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Dalla serie A del calcio a 11 al calcio a 5, per non smettere di inseguire il pallone che ama. Lei è Alessia Longato, attaccante classe 1993, ormai ex San Zaccaria, passata ora al Granzette calcio a 5. Come Alessia, anche l’estremo difensore Francesca Montanari ha detto addio alla società di Ravenna e si è accasata al Castelvecchio.

Alessia, che cosa ti ha spinto a lasciare il San Zaccaria?
“Ho preso questa decisione perché non riuscivo più a far coincidere il mio lavoro con gli impegni sportivi e fisicamente ne risentivo molto, così a novembre ho lasciato la società. Poi, come ben si sa, nel mondo del calcio femminile le società non navigano nell’oro”.

In questo primo scorcio di stagione la squadra ha incontrato diverse difficoltà, da che cosa dipende?
“È stato un inizio di stagione molto altalenante per i risultati, non arrivavano le belle prestazioni e si riusciva a concretizzare molto poco. In questo modo è molto difficile portare a casa il risultato”.

Perché hai scelto una squadra di futsal anziché una squadra di calcio a 11?
“La mia scelta di passare alla squadra del Granzette calcio a 5 è stata presa perché avevo bisogno di uno stimolo nuovo, oltre che riuscire a far coincidere impegni lavorativi con quelli sportivi, portando avanti la mia passione”.

Dove giocherai e cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
“In questa nuova squadra mi trovo molto bene, sto imparando molto visto che per me è un mondo nuovo, e le mie compagne sono sempre pronte ad aiutarmi, siamo un bel gruppo. Risultati e prestazioni vengono di conseguenza a tutto questo, puntiamo a fare sempre meglio in ogni partita perché questa è la mentalità giusta per puntare in alto, e questo è proprio quello che vogliamo, puntare in alto”.

Quanto è difficile per una donna conciliare sport con lavoro e vita privata?
“Per una donna è molto complicato conciliare il tutto perché non si vive di solo calcio quindi avere un lavoro è una fortuna e per quanto mi riguarda prima viene il lavoro, poi il calcio…anche se, come ogni giocatrice, vorrei pensare prima al calcio e poi al resto, ma nel mondo femminile non si può, purtroppo”.

Da che cosa nasce la tua passione per il calcio?
“Ho iniziato fin da piccola a giocare a calcio con mio fratello Andrea e quindi posso dire di essere cresciuta con il pallone. La fortuna è di avere dei genitori che mi hanno sostenuta nel portare avanti la mia passione ed ad ogni partita loro sono presenti ed è una sensazione bellissima”.