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Sportdonna interview – Tavagnacco, mister Cassia: “C’è qualità, sorpreso dalle ragazze”

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La prima esperienza nel calcio femminile lascia il segno. La conferma arriva dalle parole di mister Amedeo Cassia, dalla scorsa settimana nuovo mister dell’UPC Tavagnacco dopo le dimissioni di mister Sara Di Filippo. Una vita nel maschile, poi la chiamata verso un mondo diverso e tutto da scoprire. Prime impressioni positive, entusiasmo alle stelle soprattutto dopo il buon pareggio contro la capolista Brescia. Da allenatore a scrittore, Cassia parla di calcio sia sul campo che nei libri.

Mister, partiamo dalla sua carriera da allenatore prima dell’approdo al Tavagnacco
“A causa di un brutto infortunio ho dovuto smettere di giocare a calcio molto presto, avevo solo 22 anni e militavo in Eccellenza. Per diverso tempo ho voluto stare lontano dal mondo del calcio perché il solo sentirne parlare mi faceva stare male. A 29 anni poi è arrivata la prima occasione: un dirigente dell’Udinese mi ha proposto di allenare lo Staranzano, squadra in provincia di Gorizia nel settore giovanile. Ho accettato la proposta e sono partito da lì, allenando poi altre squadre sempre in ambito giovanile. A 32 anni sono passato invece ad allenare un prima squadra. Nel 2004 col Comitato di Cerviniano sono riuscito a vincere il Torneo delle Regioni. Il mio rimpianto è legato al Rennes, nel 2013 la squadra francese mi invitò a mostrare le mie metodologie di lavoro. Rimasi lì per 20 giorni poi mi proposero di continuare ad allenare nel loro settore giovanile. Non accettai, non me la sentivo di lasciare la famiglia e i figli. L’anno successivo mi capitò un’altra occasione, ero vicino all’approdo di una squadra negli Emirati Arabi come vice allenatore ma al momento della firma la proprietà decise di continuare col vecchio allenatore e il suo staff”.

Allenatore, ma anche scrittore: “Punto molto sulla parte tecnico-tattica e allenamenti di tipo cognitivo-mentale. Sulle mie metodologie ho scritto anche due libri: “Lo smarcamento. Tecnica specialistica in base all’azione tattica” e “La transizione offensiva. Aspetti teorici, tattica e progressione didattico-esercitativa”. Un altro invece sarà in uscita a breve”.

Dopo tutto questo percorso, cosa l’ha portata a scegliere il calcio femminile?
“Dopo l’esperienza con la Cormonese sono rimasto fermo un anno. Tramite alcune persone un mese fa mi è stato proposto di allenare il Tavagnacco. All’inizio ho sorriso, ora mi sento “un cretino”. Non conoscevo il calcio femminile, ma posso dire che dopo due settimane di lavoro ho già visto una qualità nelle giocatrici mai vista nel settore dilettanti”.

Quali sono state le sue prime impressioni in queste settimane al Tavagnacco?
“Le ragazze hanno un’intelligenza superiore rispetto ai ragazzi: hanno qualcosa in più nella vita come nel calcio. Sono stato catapultato in questo mondo, ma ho accettato volentieri e ora mi sento realizzato. Mi capiscono e riescono ad applicare con grande facilità quello che chiedo, hanno una grande facilità d’assimilazione. Credo dovrebbero esserci più allenatori disposti a provare questa esperienza, ma penso anche che per farlo sia necessario prima avere lavorato in un settore giovanile”.

Sabato contro il Brescia un debutto importante e un buon pareggio contro la squadra prima in classifica.
“E’ stata una partita difficile con una squadra equilibrata in tutti i reparti ma che punta più sul collettivo rispetto al gioco di gruppo. Sono rimasto impressionato da diverse loro individualità, ma hanno segnato su un nostro svarione difensivo. A metà partita potevamo già arrivare alla rete con Brumati. Ammetto che siamo state anche un po’ fortunate, ma devo fare un plauso alle mie ragazze per tutto quello che ho visto fin qui. Un grazie va detto anche a mister Sara Di Filippo per il lavoro che ha fatto: ha preparate davvero bene questa squadra”.

Per quanto riguarda il futuro, ha già parlato con la società per una possibile conferma nella prossima stagione?
“Sono felice qui, ma vorrei anche capire le ambizioni del club. In questi giorni sto notando grande interesse, gli stessi dirigenti mi stanno molto vicino. E’ una bellissima esperienza e potrei pensare di rimanere. Se ci sono volontà e ambizione, possiamo sicuramente continuare insieme in questo percorso”.