Genova si colora di rosa: in migliaia in marcia per dire no alla violenza sulle donne

Più di 1500 donne hanno marciato oggi per le vie di Genova  per urlare no alla violenza sulle donne. Una festa pienamente riuscita che ha colorato prima piazza Rossetti e poi corso Italia dove si è incrociata con un raduno di motociclisti: clacson schiacciati da una parte e braccia alzate dall’altra, una solidarietà spontanea che ha suggellato la marcia dell’associazione My Trekking in favore del Centro Antiviolenza Mascherona.
Un corteo molto colorato, senza slogan politici,  con musica e balli latino americani prima della partenza. Solo donne, molte con figlie e qualche bimbo. Una parte del ricavato delle iscrizioni andrà al Centro Mascherona, che non si aspettava una risposta fortissima all’esigenza di non isolare le donne vittime di violenze.
I NUMERI – Circa sette milioni di donne italiane dai 16 ai 70 anni hanno subito almeno una volta nella vita una forma di violenza (20,2% violenza fisica, 21% violenza sessuale con casi nel 5,4% di violenze sessuali gravi, come stupro e tentato stupro).  A praticare le violenze siano stati partner o ex partner: nel dettaglio, su una cifra di 3 milioni di donne, la violenza è avvenuta nel 5,2% dei casi dall’attuale partner e nel 18,9% dei casi da un ex partner. il 15,6% delle donne ha subito la forma di violenza sessuale più diffusa, ovvero essere baciate, toccate o abbracciate contro la propria volontà, mentre i rapporti sessuali inflitti con la forza e contro la volontà della vittima sono al 4,7%; i tentati stupri arrivano al 3,5% e gli stupri effettivi al 3%. Chi abusa delle donne? Oltre a partner ed ex partner, si rilevano violenze da parte dei colleghi di lavoro nel 2,5% dei casi, da parenti nel 2,6%, da amici nel 3% e da conoscenti nel 6,3% dei casi.

Le forme di violenza subite dalle donne non riguardano solo la violenza fisica o sessuale, le forme più gravi in assoluto, ma anche forme di abusi di diversa tipologia: minacce (12,3%), spintonate (11,5%), schiaffi, calci e morsi (7,3%), contusioni per mezzo di oggetti (6,1%).

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