Paola Pigni si è spenta all’improvviso a75 anni. Una leggenda per l’atletica italiana. In mattinata l’ex azzurra aveva partecipato alla cerimonia per la Festa dell’Educazione alimentare nelle scuole nella tenuta presidenziale di Castel Porziano alla quale era presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Paola Pigni era all’evento con la rappresentanza delle Legends di Sport e salute. Subito dopo si è sentita male, poi si era ripresa ma è deceduta più tardi all’ospedale Sant’Eugenio.

La carriera di Paola Pigni


Nata a Milano il 30 dicembre 1945, Paola Pigni ha iniziato come velocista (12.9 nei 100 e 27.0 nei 200 a 16 anni), salendo poi fino ad accasarsi di preferenza nei 1500 metri. Non esita però ad esplorare il fondo, avventurandosi perfino nella maratona, corsa a Roma il 31 dicembre del 1971 (la San Silvestro del Cus Roma) in 3h00:43.

Nella Notturna di Milano del 1969 porta a 4:12.4 il record mondiale dei 1500 metri dopo aver superato sul passo l’olandese Maria Gommers (4:15.0). Sono tempi di rapida evoluzione per il mezzofondo femminile e più tardi, nella stessa stagione, ai campionati Europei di Atene, pur migliorandosi ulteriormente con 4:12.0, deve accontentarsi del terzo posto dietro Jaroslava Jehlicková (4:10.7, nuovo record del mondo) e la stessa Gommers (4:11.9).
Lo stesso fenomeno, e in forma ancor più eclatante, si verifica ai Giochi olimpici del 1972 a Monaco: pur migliorando il suo record italiano tre volte nel giro di cinque giorni (4:09.53 in batteria, 4:07.83 in semifinale e 4:02.85 in finale), nella gara decisiva finisce ancora terza, dietro la russa Lyudmila Bragina (4:01.38, nuovo record del mondo) e la tedesca dell’Est Gunhild Hoffmeister (4:02.83).
Se ne va una leggenda, una donna forte che ha fatto la storia dello sport azzurro. Sport che amato fino all’ultimo giorno insegnando a correre a tanti amatori e dando persino una mano alla Federazione Italiana Bocce.

Un passo avanti

Appena quattro anni dopo il mitico episodio dell’aggressione a Kathrin Switzer che aveva avuto il coraggio di correre a Boston occultando la sua identità femminile (si era iscritta soltanto con il cognome è solo l’iniziale del suo nome), Paola Pigni fece una cosa simile. Si iscrisse e corse la Maratona di San Silvestro, la manifestazione più importante del panorama in Italia sulla distanza dei 42 chilometri e 195 metri, fino ad allora ristretta solo agli uomini.

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