Nuoto

Apnea/ Martina Mongiardino, l’architetto che batte ogni record: “Ho il terrore degli squali, amo i pizzoccheri”

Di giorno lavora, di sera si allena. Non è una professionista dell’apnea Martina Mongiardino ma continua a sorprendere il mondo con i suoi record. In pochi anni è diventata una delle donne più forti, sott’acqua in poche riescono a starle dietro. Durante gli ultimi Campionati Italiani Estivi Open di Novara ha stabilito l’incredibile tempo di 10′ 59” e 90Il precedente record pari a 11′ 14” e 40, neppure a dirlo, apparteneva alla stessa Mongiardino, che lo aveva conseguito lo scorso anno a Torino.
La pluricampionessa genovese, in forza alla Società USS Dario Gonzatti, è al suo ottavo record del mondo.
Martina si racconta così a Sportdonna.
Perché hai scelto l’apnea?
Ho iniziato da bambina a Genova, all’ Andrea Doria. Tanti anni di nuoto agonistico dagli 8  fino ai venti. Poi con l’Università era difficile conciliare le ore di allenamento e gli studi, per cui sono passata al nuoto pinnato e ho usato a usare la monopinna. Un giorno ero alle Piscine d’Albaro, sempre a Genova, e ho visto dei miei amici che facevano apnea. Ho voluto provare e ho capito subito che mi sarebbe piaciuto, era il 2015.  Dopo un anno sono entrata subito a far parte della Nazionale e ora eccomi qui“.

Martina qualche anno a Genova con Elisa Mammi, campionessa di nuoto pinnato

Come era Martina da bambina?
Mi piaceva stare in acqua, me la cavavo ma non ero da medaglie. Ho partecipato più volte ai  Campionati Italiani nella specialità “dorso” ma faticavo a essere tra le prime, i risultati non rispecchiavamo la fatica e i tanti sacrifici. Diciamo che l’apnea mi sta dando quei risultati sportivi che il nuoto non mi ha dato“.

Non hai abbandonato gli studi. Anzi ti sei laureata e ora lavori...
Fare l’architetto è sempre stato il mio sogno. Ho fatto il Liceo D’Oria, mi sono laureata con 110. Lavoro nello studio di architettura Lombardini22, uno dei più grandi studi d’Italia e mi trovo davvero molto bene. Ho deciso che questa, per ora, è la mia strada e vado avanti. Di giorno lavoro e di sera mi alleno. A prossimi Europei avrò di fronte delle professioniste come avversarie, ma ho scelto il mio lavoro e va bene così”.


Cosa pensi quando sei sotto?
Dipende dai momenti. A volte faccio pensieri concreti, a volte ho visioni più oniriche. Visualizzo la gara prima di farla, quindi quando la faccio la ripercorro e resto concentrata per non sbagliare niente”.

Che sensazioni si provano?
Tante emozioni. Senti la tensione che sale, il battito del cuore che si alza ma allo stesso tempo lentamente trovi un tuo equilibrio anche in quella condizione. L’apnea mi ha reso più calma, mi aiuta a gestire le emozioni“.
Perché l’apnea non ha la visibilità di altri sport?
E’ un problema generale per tutti gli sport che non siano il calcio. Siamo immersi in un sistema che va così. Il discorso è molto complesso, purtroppo la situazione è questa e difficilmente cambierà. Poi in Italia c’è anche il problema delle donne che non possono diventare professioniste, un tema questo che andrebbe affrontato seriamente
Vivi a Milano, Genova ti manca?
A Milano sto bene, mi manca il mare ovvio, quando posso torno a casa“.

Genova vista da Martina

Qual’è l’indumento al quale non rinunceresti mai?
La mia tuta da gara
La prima cosa che fai alla mattina?
Dopo essere andata in bagno faccio subito una colazione abbndondante
E l’ultima prima di andare a dormire?
Leggo
Di cosa hai paura?
Degli squali bianchi. Ho il terrore
La parte del tuo corpo che ti piace di più?
La schiena
E quella che ti piace meno?
I piedi logorati dagli allenamenti

Foto: Monya Rossi

Quanto contano gli amici da 0 a 10?
9
Il sesso?
10
Cosa deve avere un uomo per conquistarti?
Deve farmi mangiare senza obbligarmi a diete, comprendere la mia passione e farmi ridere
Sei gelosa?
Da morire
Poseresti per un calendario sexy?
Ci potrei pensare
Hai tatuaggi?
No
Cosa fai per rilassarti?
Leggo e dormo quando posso
Il tuo piatto preferito?
I Pizzoccheri della Valtellina
E la tua bevanda preferita?
Coca Cola
Una cosa che non sopporti della gente?
La maleducazione
Mare o montagna?
Mare
Sei stata sincera in questa intervista?
Al cento per cento

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

Commenta

Clicca qui per commentare