Tra le armi per il ritorno in serie B del Ligorna c’è anche mister Mara Morin, un passato da calciatrice e un futuro in panchina con in tasca il patentino di Uefa A. In questa prima parte della nostra intervista l’allenatrice ci parla del percorso della sua squadra che ha vinto il campionato regionale in Liguria.

Mister, com’è stato il vostro percorso verso la conquista della promozione in serie B?
“Il nostro è stato un percorso complicato, siamo partite a fine giugno avendo solo 3 o 4 tesserate e quindi abbiamo dovuto metterci alla ricerca di altre ragazze. La soluzione è stata anche quella di ritrovare armonia con la squadra Primavera, andando a costruire sinergia tra le due squadre. La rosa che ha vinto il campionato era composta da alcune ragazze più mature e diverse 2000 e 2001, questo è stato il segreto della nostra vittoria. Abbiamo vinto combattendo contro diversi infortuni anche lunghi e impegni tra scuola, università e lavoro. Molte giovani hanno dimostrato di essere maturate molto, riuscendo addirittura a sdoppiarsi nel fine settimana per giocare sia con la Primavera che con la Prima squadra”.

Qual è stato il momento della stagione in cui avete capito che l’obiettivo promozione era qualcosa di più che un sogno?
“E’ stato durante la Coppa Liguria. Giocavamo in trasferta contro il Levanto ed eravamo in 10 contro 11 e addirittura sul finire della gara abbiamo avuto un infortunio. Lì si è visto un gruppo molto coeso e unito nel difendere il risultato”.

Parliamo del prossimo campionato, quali saranno i vostri obiettivi?
“Abbiamo una rosa molto giovane, il nostro obiettivo sarà la salvezza. Sicuramente ci sarà qualche innesto di 3 o 4 senatrici ma la base resterà composta da giovani. Per me comunque non c’è differenza, se una è brava gioca e l’età non conta”.

(Giovedì sarà online la seconda parte della nostra intervista con Mara Morin in cui si parlerà di calcio femminile, maschile e di tanti sogni nel cassetto)

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