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Boxe / Roberta Mostarda, una bionda sul ring: “Sangue e sudore per raggiungere gli obiettivi”

Occhi azzurri, lunghi capelli biondi e una determinazione davvero rara. Lei è Roberta Mostarda, ostiense doc con un futuro sul ring. Sì, perché l’arma di Roberta non è soltanto il suo viso angelico: la sua forza sono le mani. Roberta pratica boxe a livello agonistico, ma non per questo si definisce un maschiaccio: “Forse perché nessuno mi ha mai criticato per questo, anzi!”, dice. Studentessa all’Università di Roma e atleta nel gruppo sportivo nelle Fiamme Oro, Roberta è la dimostrazione che con impegno e costanza si possono raggiungere tutti i propri obbiettivi e realizzare i propri sogni: “La mia filosofia è: date il massimo ogni giorno, solo così vincerete”.

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Ci parli un po’ di te?
“Sono Roberta Mostarda, nata e cresciuta a Ostia. Nella vita ho sempre praticato sport, e ora sono atleta nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro, Polizia di Stato. Da poco ho anche cominciato a studiare all’università a Roma”

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Ci racconti i tuoi primi passi nel mondo della boxe?
“Mi sono avvicinata alla boxe per caso, nel 2011, seguendo una mia amica che lo praticava per puro divertimento. Precedentemente praticavo atletica, ma capitava che per lunghi periodi non mi allenassi. La scelta di seguire la mia amica è stata inizialmente solo per provare a mantenermi in forma, ma in breve tempo è diventata una passione e, quando mi sono trovata di fronte alla scelta fra atletica e boxe, ho deciso di fare il pugilato a livello agonistico”.

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Quali sono i ricordi più belli legati alla tua carriera?
“I ricordi più belli, quelli che porterò per sempre nel cuore, sono sicuramente le esperienze che sto facendo all’estero con la nazionale: ogni volta che partiamo abbiamo l’opportunità di visitare posti nuovi e di poterci confrontare con le squadre straniere, ognuna delle quali ha proprie specifiche particolarità e caratteristiche”
E le vittorie che porti nel cuore?
“Le vittorie, come le sconfitte, hanno ognuna una storia a sé, ma forse la vittoria che ogni volta che ricordo mi emoziona maggiormente è quella del mio esordio. La ricordo con molta tenerezza: all’epoca ero completamente ignara di tutto, non sapevo cosa avrei provato in un incontro vero e proprio. È stato davvero emozionante”
Sei una donna nel mondo della boxe, considerato ancora sport prevalentemente maschile. Hai mai incontrato difficoltà o, al contrario, sei mai stata avvantaggiata per il solo fatto di essere donna?
“In realtà per me non esistono cose da maschi o cose da femmine. Sin da quando ero piccola ho sempre giocato con i maschi; forse è anche per questo che non mi sono mai domandata se praticare pugilato potesse essere un problema. Nessuno mi ha mai criticato per questo, anzi! Ricevo qualche occhiataccia soltanto quando ho dei segni vistosi sul viso”

 

Praticare sport ad alto livello comporta spesso sacrifici nel quotidiano. Ti identifichi in questa frase?
“Essere atleta di professione comporta certamente tanti sacrifici, ma finché si ama quel che si fa si fanno con piacere. Un pugile deve essere in costante allenamento (io mi alleno sei giorni alla settimana, sia alla mattina che al pomeriggio) non eccedere a tavola e non fare troppo tardi la sera. Inoltre il pugilato ti porta a passare molto tempo lontani da casa, quindi a volte si sacrificano anche le amicizie e i rapporti familiari. É dura a volte, ma secondo me ne vale sempre la pena”

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Quali sono i tuoi prossimi impegni?
“Attualmente stiamo ricominciando la preparazione in vista delle prossime competizioni europee e mondiali. A breve ci saranno dei tornei validi come preparazione per le gare più importanti dell’anno, e devo farmi trovare pronta”
Basandoti sulla tua esperienza, consiglieresti la boxe a una bimba?
“Se la boxe viene insegnata come disciplina, è un ottimo sport per i bambini. Dà buona coordinazione, combatte l’obesità infantile e rafforza il carattere. Inoltre permette anche di aumentare l’autostima e convincersi di essere forti abbastanza per affrontare qualsiasi ostacolo”

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Quale è il tuo motto dentro e fuori dal ring?
“Chi è disposto a soffrire, alla fine vincerà. È il mio motto, perché versare sangue e sudore è quello che faccio da sempre. É il prezzo da pagare per raggiungere i propri obiettivi. Tutto quello che ho realizzato nella vita è stato frutto del mio impegno, mai un regalo, perciò sono orgogliosa di seguire questa filosofia. Vincere è piacevole, ma dare il massimo ogni giorno lo è ancora di più”

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Informazioni sull'autore

Maila Falzone

Maila Falzone

Calciatrice il sogno di bambina, giornalista sportiva quello da grande. Sono Maila, nata a Genova il 30 settembre 1991. Laureata in Scienze Politiche e Informazione ed Editoria, la mia fissa per la comunicazione mi ha spinta fino alla specialistica in Digital Humanities.
Il calcio ha sempre fatto parte di me. Sarà forse stata colpa di mamma, che mi ha portata nel suo pancione a vedere un Juventus-Genoa, o colpa di papà, che ha chiesto allo speaker di annunciare all’emozionato pubblico di Genoa-Oviedo la mia nascita: il mio cuore non poteva che essere a tinte rossoblù. Ho provato qualsiasi tipo di sport: dal nuoto alla ginnastica artistica, dallo sci alla pallavolo; quasi tutto, ma quegli scarpini mai indossati sono rimasti un chiodo fisso, tanto da essere diventati argomento della mia tesi di laurea. Amo fotografare, cucinare e, soprattutto, mangiare. Oltre alla mia vita, ritengo di vivere quelle di cui scrivo: chissà che scrivere di sport mi aiuti a buttar giù qualche chilo di troppo!

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