Camilla Menozzi, attaccante della Riozzese Calcio, si racconta in esclusiva per SportDonna. Classe 2000, una millenials – come va di moda chiamarle adesso – di grandi prospettive è alla sua prima stagione nel calcio delle grandi dopo l’esperienza nel campionato primavera con la maglia del Milan Ladies.
Pur non avendo collezionato molte presenze è stata un’esperienza sicuramente importante. Giocare con le ragazze più grandi ti permette di crescere sotto diversi punti di vista non solo sportivi. È davvero una grande opportunità di apprendimento che sono certa non dimenticherò mai”.

La Riozzese è in piena lotta per la promozione, un’occasione che Camilla e le sue compagne non vogliono farsi scappare. Obiettivo serie B. Cosa ti aspetti da questi Play off? A livello di sorteggi pensi che siate state fortunate? “Arrivate a questo punto mi aspetto solo una cosa: la vittoria definitiva di questo campionato! Chi avremmo di fronte non è importante perché sono sicura che scenderemo in campo con la stessa determinazione e la stessa voglia di vincere indipendentemente dal nome dell’avversaria“.

La Riozzese

La Riozzese affronterà il San Marino Academy dove milita Raffaella Barbieri che già qualche mese fa, proprio a noi di SportDonna, raccontava le grandi ambizioni della sua squadra.

La promozione ma non solo. Potreste fare un incredibile double in questa stagione. L’11 maggio a Firenze vi aspetta il Napoli per la finale di Coppa Italia.
Si è vero siamo ancora in corsa anche per la Coppa Italia. Sarà un periodo davvero difficile per noi ragazze a livello fisico e mentale. Dobbiamo essere brave a non perdere mai la contrazione non solo durante i 90 minuti di partita ma anche nelle settimane di allenamento“.

Come ti immaginavi il mondo del calcio “professionistico” femminile quando hai iniziato a giocare? Ci sono tante differenze tra come lo avevi pensato e come è nella realtà?
Il mondo del calcio “professionistico” femminile è molto bello e fino a che non ci sei dentro non riesci neanche ad immaginarlo. Bisogna avere la testa giusta per reggere i ritmi alti e cercare di non commettere passi falsi. Non bisogna mollare mai, soprattutto se il proprio obiettivo è quello di puntare in alto. Avevo 7 anni quando ho iniziato a giocare a calcio e, all’epoca, il femminile non lo si vedeva da nessuna parte. Così sono cresciuta guardando i maschi in televisione. Oggi invece il movimento, per fortuna, sta crescendo. Le bambine che si avvicinano a questo sport adesso possono vedere le partite in TV o allo stadio e questa è davvero una gran bella cosa“.

Nel calcio, soprattutto ultimamente, si parla molto della figura del consulente sportivo. Tu come vivi questa situazione? Quanto può essere utile affidarsi a un consulente?
“Credo che sia il momento giusto che anche noi calciatrici ci affidassimo ad un consulente. Nei maschi in fondo tutti o quasi hanno un procuratore e non vedo il motivo perché noi non dovremmo averlo. Forse, ancor più dei nostri colleghi maschi, siamo noi ragazze ad aver bisogno di un consulente!”.

La stagione è ormai giunta alle battute finali, quali sono i tuoi “progetti per il futuro” in campo?
Adesso la testa è tutta per questo finale di campionato con la voglia di concluderlo nei migliori dei modi. A quello che accadrà dopo, ci penserò più avanti”.

… e fuori dal campo?
Il primo è sicuramente finire gli studi visto che quest’anno ho la maturità.  Il secondo invece, subito dopo, è quello di andare a lavorare nell’azienda di famiglia che opera nel campo della moda“.