Calcio

Calcio femminile / Mondiali: Cecilia Salvai, la grande assente, l’arma in più delle azzurre

Credits: Getty Images

Avrebbe dovuto esserci anche lei in campo ieri contro l’Australia. E invece Cecilia Salvai questi campionati del Mondo di calcio femminile è costretta a vederli dalla tribuna. La giocatrice della Juventus, infortunatasi nel marzo scorso durante la gara di campionato contro la Fiorentina (LEGGI QUI), fa parte in qualche modo ugualmente della comitiva azzurra. Salvai sabato pomeriggio è stata a lungo nell’hotel che ospita la squadra, mentre domenica al triplice fischio era addirittura in campo a fare festa con le compagne.

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“Proprio come vi avevo chiesto: spettacolari. Mi avete fatta emozionare. È stato bellissimo starvi accanto. Grazie» è stato il suo pensiero.
Nata nel 1993 a Pinerolo, Cecilia Salvai  può vantare nel suo palmares già tre scudetti: due con la Juventus e uno con il Verona. Nella squadra azzurra impegnata in Francia sarebbe stata una delle colonne ma quel maledetto infortunio le ha impedito di coronare un  sogno atteso per tanti anni. Grazie ad una carattere sempre allegro è riuscita a superare lo shoc e a mettere già nel mirino i prossimi Mondiali.
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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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