Ciclismo

Ciclismo/Coppa del Mondo: Miriam Vece ottava, ora la finale

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Prosegue la Coppa del mondo di ciclismo su pista 2018 che ha avuto conclusione la tappa di Berlino e per quanto riguarda i colori italiani il bilancio è in chiaro scuro. Miriam Vece è stata eliminata ai sedicesimi di finale nella velocità individuale mentre nei 500 m a cronometro ha chiuso in 8ª posizione conquistando un posto in finale. Nella prova del keirin, invece, non è andata oltre il turno di ripescaggio al pari della connazionale Maila Andreotti.
Anche a Berlino il quartetto azzurro dell’inseguimento ha confermato il buon rendimento tenuto già nelle prime due tappe della Coppa del mondo di ciclismo su pista. Dopo un primo turno non eccezionale, nelle semifinali Barbieri, Confalonieri, Fidanza e Paternoster hanno conquistato la qualificazione per la finale del terzo posto, ma sono state sconfitte dal Canada anche a causa dell’impossibilità di poter schierare il miglior quintetto.
Gioia e paura per Letizia Paternoster: nella seconda giornata di gare della terza tappa della Coppa del mondo di ciclismo su pista 2018 a Berlino ha chiuso al secondo posto l’Omnium femminile, ripetendo il risultato conquistato nella prima tappa della stagione a San-Quentin-en-Yvelines, ma nella prova dell’americana è stata vittima di una bruttissima caduta che l’ha costretta al ricovero in ospedale.

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Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web e le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve ed interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancor più precisamente in quel di Genova, il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, il 3 maggio 2019 è riuscito a lasciare quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

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