Un minuto di silenzio per ricordare Silvia Piccini, la ragazza di 17 anni travolta ieri da una macchina mentre si allenava in bici nelle vicinanze di Udine. In occasione di tutte le manifestazioni di ciclismo in programma nel weekend, la Federazione Ciclistica Italiana ha disposto infatti di far osservare un minuto di silenzio. In particolare, in occasione della gara Donne Open in programma a Corridonia (MC) oggi., le atlete partecipanti porteranno il lutto al braccio quale simbolica commemorazione di Silvia.
In questi quattro anni, purtroppo dobbiamo rilevare che non è cambiato molto. Il bilancio annuale delle vittime è anzi salito: 219 nel 2018, 253 nel 2019 e 44 nei primi mesi del 2021.
E’ una strage senza fine che mina la civile convivenza e dalle nefaste ricadute non solo per le vite spezzate e il dolore dei cari, ma anche sulla qualità della vita delle nostre città, la salute generale, lo sport e l’economia legata al turismo.

Consapevoli che i bambini di oggi saranno gli automobilisti di domani e che la maggior sicurezza sulle nostre strade passa soprattutto attraverso la cultura del rispetto, da anni la Federazione, in collaborazione con la Polizia stradale e diversi Ministeri, è impegnata nelle scuole primarie e secondarie, attraverso numerosi progetti che hanno proprio la finalità di educare alla cultura del rispetto e l’amore per la bicicletta.

“Non possiamo restare indifferenti a quanto accade ogni giorno nel nostro paese – ha dichiarato il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni –. Nell’esprimere i sensi del più profondo cordoglio ai famigliari di Silvia, rivolgo un appello alle Istituzioni affinché si ponga fine a questa situazione. Da parte nostra c’è tutta la disponibilità a collaborare con tutti i soggetti che vogliono discutere seriamente di sicurezza e rispetto delle regole.”

Al cospetto dell’ennesima tragedia, che colpisce in questo caso una giovane e solare vita, la Federazione non può fare a meno di ricordare che ormai da tempo è stato oltrepassato il limite e pertanto esorta le Istituzioni, a cominciare dal Governo, ad intervenire in maniera decisa sia sul fronte di una maggiore severità nei confronti di comportamenti errati, sia con interventi sul codice della strada, come da proposte presentate in questi anni e che, seppur ottenendo un bipartisan riconoscimento, sono rimaste impantanate negli iter parlamentari.