Daniela Ceccarelli è stata una colonna della nazionale italiana di sci per dodici anni. Grazie alla medaglia d’oro conquistata nel SuperGigante nel 2002 alle Olimpiadi di Sal Lake City è entrata nella storia. Oggi è la voce tecnica delle telecronache delle gare sulla Rai dove mette in campo tutta la sua competenza, professionalità ma anche passionalità.
Daniela Ceccarelli che da qualche anno gestisce un centro sportivo dedicato ai giovani, è stata ospite in diretta sul canale Instagram di Sportdonna.it. Ecco le sue risposte alle domande degli spettatori.
Come stai vivendo questo momento?
Inizialmente, abbiamo dovuto prendere le misure con il tanto tempo libero a disposizione. Gestiamo un centro di attività giovanile e, all’improvviso, ci siamo ritrovati a non fare più nulla. Con i ragazzi più grandi, è stato complicato perchè molti si giocavano l’ingresso in Nazionale o in Coppa Europa. Non ci resta che aspettare”.
Hai qualche notizia con le aperture dei ghiacciai?
Mi sento costantemente con i gestori degli impianti. In questo momento, ci manca il traguardo,l’obiettivo per capire quando tutto questo potrà finire. I gestori degli impianti si stanno organizzando: niente attese e tempi tecnici per smaltire le code nel più breve tempo possibile. Questo è quello che stanno facendo a Le 2 Alpes. A Cervinia, domani riapriranno la funivia e, da domani, tornerà a lavorare il personale addetto”.
Tu sei romana, come ti sei innamorata della neve?
Mi è stata passata la passione da mio padre, pilota di F104, amante dell’adrenalina che è riuscito a provare le stesse emozioni sugli sci. Abbiamo iniziato nell’Appennino, vicino a Fiuggi a Campo Catino. Ho incontrato il mio mentore: Toni Morandi che mi ha cresciuta nelle valli bergamasche”
Chi ha scoperto il tuo talento?
Toni Morandi, dopo che ero partita per ultima e arrivata ottava in una gara, mi disse di andare a vivere a Bergamo perché si poteva costruire qualcosa. Mi ha insegnato a vivere e a sciare, devo tanto a questo allenatore”.
La prima gara di Coppa del Mondo sei arrivata 21 esima…
“Mi sono trovata catapultata nell’elite dello sci mondiale, ero già grande avevo 21 anni, in questa realtà di big tra cui Deborah Compagnoni a Lillehammer. Pietrogiovanna e la Compagnoni mi aiutarono tantissimo e ad inserirmi al meglio in squadra.”
Sei stata in Nazionale dal 1998 al 2010…
Ho fatto le gare con Ninna Quario, mamma di Federica Brignone, ed ho gareggiato anche con la stessa Federica. ”
Il tuo Oro fu fantastico, potevi fare qualcosa di più?
“Un po’ brucia, alcune cose non le ho gestite bene. Mi sono complicata la vita e ho perso la naturalezza dell’animo, questo è il mio cruccio”

Hai sofferto per l’addio alle gare?
“E’ stato durissimo, adesso è stato il turno delle sorelle Fanchini. Ogni addio lascia un vuoto. Mi sento di consolare queste ragazze,  è bene inviare un messaggio e rassicurarle. C’è sempre la paura che il rapporto con lo sci cambi, ma non è così, anzi, nel mio caso ti appassioni di più”
Che rapporto hai con i social?
Un po’ discontinuo, mi appassiono alle cose, studio la comunicazione, ma ci sono anche dei momenti in cui non mi interessano molto. Le foto sono un mix, alcune sono campagne pubblicitarie,i fotografi con cui lavoro ormai mi conoscono e c’è una sintonia pazzesca. Dopo l’agonismo ho colto il piacere dello sci per me stessa. Spesso queste campagne fotografiche sono con Ghedina e Rocca, mi diverto moltissimo”
Com’è stata l’esperienza da commentatrice?
E’ stata folgorante, mi trasformo da tifosa, abbiamo inannellato una serie di successi che mi hanno fatto appassionare tantissimo. Come fai a non essere tifosa? Conosco le storie di queste donne per nessuna di loro, il percorso è stato facile. Saluto Sofia Goggia che si sta riprendendo dall’infortunio e spero di vederla prestissimo in pista. Fantastica Moioli nello snowboard, bergamasca DOC, con la sua personalità racconta la tenacia della sua terra”
La pista più lunga del femminile qual’è?
“San Sicario, siamo arrivati oltre ai 2 minuti di discesa.”
Come descriveresti Federica Brignone?
“Una vera combattente, è riuscita a vincere la Coppa del Mondo generale con estrema leggerezza.
Nemmeno un mito come Compagnoni ha mai raggiunto questo traguardo”
Quanto conta la potenza nello sci?
Dipende dai tracciati, ci sono gare dove la pista è ghiacciata e le porte sono molto spostate. Devi essere capace a disegnare la curva in modo armonico e leggero. Le piste con neve artificiale, non particolamente libere, non ripide, dove conta la potenza. Alice Robinson, 18 enne neo zelandese, tira su 150 kg con squat completo vince delle gare a Kranjska Gora grazie alla sua potenza”
L’Etna può ospitare un evento per lo sci?
“La Coppa Italia c’è già stata se non sbaglio, ma in generale anche altre gare perchè no? Sarebbe molto bello”
Hai libri da consigliare sullo sci?
“Mi piace l’autobiografia di Bode Miller, si rivive la sua personalità che è un po’ fuori dalle righe”
Quando conta la grinta per una donna?
“Se non hai paura rischi di farti male, conta essere coraggiose, ma devi avere rispetto delle situazioni di pericolo. Non bisogna prendere troppo confidenza, guardando con rispetto la pista”
Che consigli dai per sciare su una pista molto ghiacciata?
“Prima di tutto il materiale, fate bene le lamine. Preparate gli sci, poi la neve dura è quella dove mi piace di più fare le pieghe.”
Che stagione potrà fare la Goggia?
“Sta lavorando molto su sè stessa, è in un momento di riflessione per lei molto importante. La ritroveremo ai suoi livelli e tornerà forte nel gigante”
Perché non c’è una valanga azzurra maschile?
“In realtà, c’era un Paris che avrebbe potuto vincere la Coppa del Mondo generale. Purtroppo non è accaduto, ma il prossimo anno farà benissimo. Nel maschile manca un po’ di continuità.”
Nella prossima stagione ci saranno gare in Italia?
“Sì, non vediamo l’ora di raccontare i Mondiali a Cortina.”
Un ricordo di Mario Cotelli?
Per me è stato un grande tecnico dello sci, molto severo, anche se dietro a quella durezza c’era un animo gentile.”
Come sta lo sci italiano?
“Lo sci femminile abbiamo vinto la classifica mondiale, siamo le numero 1. Negli uomini siamo molto forti in slalom, manca continuità nel gigante. Lo sport femminile, in generale, sta molto bene. Ivana Vaccari mi racconta ancora oggi quanto sia stato difficile portare lo sci femminile in tv. Anche con la Compagnoni che vinceva. Adesso, facciamo più ascolti degli uomini.”
Ci sono però sport che faticano nella visibilità, ad esempio il ciclismo femminile…
Dipende anche molto da noi, se ci mettiamo personalità, un po’ di carattere sarà più facile un ritorno mediatico. Dobbiamo sgomitare un po’ noi donne. ”
Tua figlia Lara è una promessa. Che tipo di sciatrice è?
“Lei prende lo sci come un modo per esprimere sè stessa, molto all’americana. A volte, al traguardo non chiede nemmeno il tempo. Forse perchè è giovane e fresca, vuole creare velocità e fare tante pieghe”

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