Calcio

De Boer: “Ridicola la parità di retribuzione nel calcio tra donne e uomini”

La Fifa annuncia la prima strategia per lanciare il calcio femminile

L’ex calciatore della nazionale olandese Frank de Boer, entra a gamba tesa sulla questione dell’equal pay, il diritto agli stessi guadagni tra calciatori e calciatrici. Una battaglia che anche grazie al mondiale femminile è tornata in primo piano, con Paesi e Nazionali che hanno fatto passi da gigante nel livellare gli stipendi. Tra queste in prima fila proprio l’Olanda, paese di De Boer. “La parità di retribuzione nel calcio tra uomini e donne non la comprendo, penso per come stanno le cose ora che sia ridicola – dice l’ex giocatore in un’intervista al Guardian – se il calcio femminile diventerà popolare quanto quello degli uomini allora si arriverà a questo, perché a quel punto la pubblicità e gli sponsor saranno livellati. Ma attualmente non è così, quindi perché devono guadagnare lo stesso. Penso sia ridicolo“.
L’ex difensore di Ajax e Barcellona ha parlato anche delle radici storiche del gender gap: “Penso che tutto sia iniziato perché le donne erano sottopagate, soprattutto nelle posizioni manageriali. Devono guadagnare lo stesso di un uomo – chiarisce l’allenatore -. Credo che se hai una posizione di rilievo in una banca è giusto che tu guadagni lo stesso di un uomo. Perché devi guadagnare di meno se stai facendo lo stesso lavoro di un uomo?”. Poi aggiunge: “Questo è ricaduto anche nel mondo dello sport, come il calcio e il tennis, ma credo che ci siano ancora alcune differenze”.
Proprio i Lancieri dell’Ajax poche settimane fa hanno siglato un accordo collettivo che prevede per il proprio settore femminile lo stesso tipo di contratto in vigore per quello maschile. Non parità salariale, che ovviamente non esiste tra neanche tra i maschi, ma stesse condizioni, per esempio, su ferie, assicurazione, infortuni.