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E’ morta Gabe Grunewald, l’atleta simbolo della lotta contro il cancro

Gabriele non ce l’ha fatta. Ha perso la sua battaglia, quella che combatteva dal 2009. Gabriele “Gabe” Grunewald, la 32enne di Minneapolis (Stati Uniti) da anni era alle prese contro un carcinoma adenoido-cistico, una forma rarissima di tumore che colpisce le ghiandole (principalmente quelle salivari) e che in «Gabe» si era allargata fino ad intaccare il fegato. Nonostante la battaglia contro il cancro, Gabriele non si era mai arresa, aveva continuato a correre anche nei momenti più  difficili. La sua forza, la sua determinazione e la sua voglia di vivere negli anni sono state da spinta per milioni di persone che in lei vedevano una vera”eroina”.
«Runner professionista, sopravvissuta al cancro» si legge nella sua pagina Facebook, l’ultimo post pubblicato il 5 maggio scorso nel quale la donna scriveva di aver bisogno di supporto dai suoi amici e fan, perché era in ospedale con una infezione e si scusava di non poter correre la 5km organizzata dalla sua associazione BraveLikeGabe che si occupava della raccolta fondi per la ricerca.
Grunewald è stata campionessa degli Stati Uniti nei 3.000 metri indoor nel 2014 e il suo record personale nei 1500 metri (4’01”48) di un anno prima rimane il dodicesimo più veloce di un’americana su quella distanza nella storia.
La battaglia contro il male era iniziata nel 2009 quando correva per l’Università del Minnesota. In quell’anno le venne diagnosticato un carcinoma adenoide-cistico che la costrinse a fermarsi per un’operazione. Ma l’anno successivo finì seconda sui 1500 ai campionati universitari.
La sua battaglia era solo all’inizio: nello stesso anno comparve un cancro alla tiroide, che però non le impedì di iniziare una carriera da mezzofondista professionista. Quarta nei 1500 ai Trials olimpici 2012, nel 2013 corse il personale in 4’01”48, che a oggi la piazza al 12° posto nelle liste nazionali sulla distanza. Nel 2014 vinse il titolo nazionale sui 3000 indoor. Continuò a gareggiare nel 2015 e 2016, quando le venne asportato un tumore al fegato. Poi negli ultimi tempi diminuì le sue partecipazioni ad alti livelli dedicandosi a corse più “tranquille”,
Suo marito Justin, un medico, ha documentato la sua lotta online e ha chiesto ai tanti follower della moglie e agli utenti social di postare “un ultimo messaggio”, ottenendo in risposta una mole impressionante di messaggi con hashtag #bravelikegabe.
Gabriele, innanzitutto ti ringrazio per avermi insegnato cos’è la vita – ha scritto in un messaggio pubblicato poche ore prima della morte della moglie – So che ti è stato assegnato il fardello più pesante. Il compito di essere coraggiosa nonostante la paura, di sorridere quando gli occhi si riempiono di lacrime, e so che non è giusto. Ma tu sei straordinaria, non c’è una parola nel dizionario per descrivere quello che fai o quello che fai».«Alla fine le persone non ricorderanno le loro gare, le squadre con cui si sono qualificate, ma i periodi bui quando stavano perdendo la speranza e hanno trovato ispirazione in una giovane donna che si è rifiutata di arrendersi. Ti amo».