Elena Curtoni e la montagna sono una cosa sola. Da sempre. Ma nell’ultimo periodo la campionessa azzurra ha riscoperto un altro elemento: il mare. Ed è lì che sogna di vivere tra qualche anno quando avrà finito l’esperienza sugli sci e potrà dedicarsi con calma alla sua grande passione: la pittura.
Elena Curtoni è stata ospite sul canale Instagram di Sportdonna.it dove ha risposto alle tantissime domande dei suoi ammiratori con una frase neppure troppo sibillina: “Sogno una famiglia a Genova…”. E proprio a Genova vive il suo fidanzato…Nozze in vista?
Come è nata la passione per il disegno?
Da bambina mia mamma mi trovava sempre nella mia stanza con in mano un pezzetto di carta e una matita. Già all’asilo le dicevano che distinguevo bene i colori e che li usavo con un certo criterio e quindi le avevano consigliato di farmi prendere qualche lezione. Così eccomi da una pittrice spagnola due volte alla settimana. In quel periodo facevo sport, studiavo al pomeriggio e alla sera pittura. A 17 anni, finito il liceo artistico, mi sono trovata davanti ad una scelta. D’altronde nella vita prima o poi succede… A malincuore ho scelto di sciare. Il mio sogno era quello di frequentare l’Accademia di Belle Arti a Brera ma mio papà mi ha fatto capire che anche sugli sci me non me la cavavo male… E forse aveva ragione”.

Quale artista ti piace?
“Modigliani, soprattutto”.
Dove hai trascorso la quarantena?
A Genova, a casa del fidanzato. Sono stati due mesi difficili come per tutti, la casa non è grande ma abbiamo comunque trovato i nostri spazi. Mi sono anche un può tenuta in forma esercizi quotidiani, ora per fortuna riusciamo anche ad andare un po’ a correre”.
Ti è piaciuta Genova?
Da impazzire, ormai gli amici dicono che mi è venuto anche un po’ di cocina. Ho scoperto anche la panerà, un semifreddo al caffè che si trova solo qui, fantastico. Devo dire che secondo me in un’altra vita vira ero un po’ ligure, adoro la focaccia e la pasta al pesto. Mi sono adattata facilmente…”.

Subito dopo vittoria in Coppa del Mondo, hai detto “E’ una figata“…
“E’ stata la prima cosa che mi è uscita. Vincere una gara in Coppa del Mondo è un sogno per tutti noi sciatori. Condividerlo con altre due compagne di squadra è ancora più bello, si canta l’inno a squarciagola. E’ come se fosse una seconda famiglia.”
Il trionfo di gennaio è stata la vittoria più bella?
Il giorno prima ero arrivata quarta, mi ero già tolta un peso, ero felice. Il giorno dopo ero libera di testa. Il primo pensiero che ho avuto al traguardo, non ho avuto modo di realizzarlo. Ripenso spesso a quel momento, così come penso a tante gare.”
Una gioia dopo tanto sacrificio…
“Sì, finalmente, Dopo anni duri sono riuscita a tornare sul podio, e sul gradino più alto! Il lavoro paga, sempre!”
Con chi hai legato di più in squadra?
“Francesca Marsaglia che è la mia compagna di stanza”
Lo sci ha perso 3 protagoniste: le sorelle Fanchini e la Weirather. Ti intristisce?
“Molto, ho condiviso con loro buona parte della mia carriera. Ho imparato tanto da loro, il cambio generazionale è normale che ci sia”
Qual è stata la delusione più grande?
“Quelle non si dicono…”
La testa quanto conta in una campionessa?
Al nostro livello è quella che fa la differenza. Lo sport è una scuola di vita importante
Chi era Elena da bambina?
Ingestibile, un piccolo terremoto. Mia sorella era molto più tranquilla. Non mi piaceva sciare perchè mi avevano regalato gli sci di plastica. Quando mi hanno preso quelli “veri” andavo veloce.”
Quando hai capito che poteva essere il tuo sport?
“A 17 anni, ho fatto la maturità del Liceo Artistico. Facevo già la Coppa Europa ed andavo già benino. Seguendo i consigli di mio papà, ho intrapreso la strada dello sci, anche se ho sempre desiderato frequentare l’Accademia. Ho fatto anche altri sport: arrampicata, ginnastica artistica, basket e tennis”
Com’è il rapporto con tua sorella, Irene?
“Litighiamo come due sorelle, ma ci vogliamo tanto bene ed entrambe facciamo il tifo per l’altra”
Tua sorella scia in maniera diversa da te?
“Sì, anche nella preparazione pre gara, l’approccio psicologico è completamente diverso tra me e lei. Mia sorella è più elastica, ma molto rigida con sè stessa.”
Cosa ti porti nello zaino per la gara?
“Scarponi, barrette, maschera, borraccia, un piccolo Buddha e fiori di Bach”
Hai un rito pre gara?
“Non sono superstiziosa, faccio sempre alcune cose, ma solo per raggiungere la giusta concentrazione.”
Dove hai iniziato a sciare?
“In Val Gerola, dove ci sono solo 1 seggiovia, 1 skilift ed il negozio di mio nonno.”
Hai mai fatto una pazzia nell’ambito dello sport?
“Non si dicono queste cose… (ride)”
Tre aggettivi per descriverti?
“Solare, testarda e lunatica”
Un difetto?
“Lunatica”
Un pregio?
“Generosa e gentile”

A che punto siamo con il professionismo delle donne che fanno sport?
Nello sci abbiamo raggiunto la parità anche a livello di premio. E’ uno dei pochi sport. Nonostante ci sia uno staff tutto maschile, abbiamo portato lo sci femminile ad avere tanta visibilità. Le vittorie e la costanza di queste sono fondamentali per il movimento.Le forze dell’ordine e l’Esercito ci supportano in tante cose, dobbiamo ringraziarli. Senza di loro, in tante situazioni, sarebbe difficile fare molte cose”.
Qual’è la tua pista preferita?
“Cortina è molto bella, non vedo l’ora di fare i Mondiali lì l’anno prossimo. Cortina piace a tutte noi, c’è un’energia positiva”.
Hai mai avuto paura?
“Ho timore, ci sono situazioni in cui ti trovi in situazioni più difficili rispetto ad altre. Poi, parto dal cancelletto e passa tutto. Cerchi di mettere il pensiero in un angolino”.
Come ti immagini tra vent’anni?
“Spero di avere una famiglia a Genova, vivendo al mare e dipingendo tutti i giorni”.

 

 

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