Un nuovo acquisto nello Staff Tecnico dell´Amicizia Lagaccio, settore portieri. Lui è Enrico Paganelli, classe 1963, ormai da tempo preparatore specifico dei numeri uno. Il nostro non è solo esperto e bravo tecnicamente, ma in lui si evidenziano almeno tre doni fondamentali per chi vuole intraprendere e continuare con successo il difficile compito dell´insegnamento: l´umiltà, l´entusiasmo e la pazienza. Ma diamo subito la parola al neo arrivo verdeblù; a lui il compito di raccontarci il suo rapporto con il calcio: “Salve a tutti… vi dico immediatamente che sono da sempre un autentico innamorato del pallone: ho iniziato a tirare i primi calci all´età di nove anni, presso l´Athletic Club Pio X. Lì sono rimasto sino a 19 anni, ho esordito in Prima Squadra in prima categoria a 17 e sono stato anche nel mirino del Derthona, che militava in serie D… motivi scolastici, distanza da casa e non ultima la mia altezza (1.74… dove vuoi che vada un portiere, anche se ancora così giovane?) hanno fatto desistere la quotata squadra piemontese. Conseguito il diploma nautico come macchinista, sono partito per il servizio militare e quindi ho dovuto giocoforza interrompere il rapporto con l´Athetic; una volta ottenuto il congedo, la preoccupazione maggiore è stata cercare lavoro, e dopo alcuni imbarchi sulle gasiere della Carboflotta, e qualche lavoretto a terra, sono poi riuscito a trovare l´occupazione definitiva in AMIU. Con la raggiunta stabilità economica ho ripreso a giocare, prima tra amici, poi in qualche torneo aziendale, sino ad arrivare a disputare alcuni campionati amatoriali; passione ed impegno, nonostante l´età non più verde, sono stati tali che mi hanno portato a giocare in seconda categoria con la squadra del Davagna, dal 2000 al 2005, anno in cui ho definitivamente appeso scarpe e guanti al chiodo (devo ammettere che a 42 anni il calcio ha tirato un sospiro di sollievo nel vedermi smettere).”

-Ed è allora che sei passato dall´altra parte della barricata…

“Esattamente! Anche se già nel 2002 avevo iniziato a dare una mano alla società di calcio D´Albertis, dove giocava mio figlio: qui allenavo i portieri nei ritagli di tempo libero; nel 2003 ho partecipato, quasi casualmente, ad uno stage organizzato dalla APPORT e subito dopo mi sono iscritto alla loro associazione di preparatori, partecipando ad altri stage, specie quelli riferiti ai settori giovanili ed alle scuole calcio, approfondendo la metodologia e le conoscenze per allenare i giovani numeri uno. Poi nel 2004 ho conseguito il patentino FIGC come istruttore di scuola calcio, continuando comunque, ed in modo più costante ed appassionato, ad accrescere le mie esperienze nel ruolo di preparatore dei portieri; è stata proprio questa mia nuova passione che mi ha portato, come già detto, ad abbandonare definitivamente il calcio giocato nel 2005, e da quel momento in poi ho iniziato una nuova meravigliosa avventura. Dopo la D´Albertis ho allenato i portieri adulti dello stesso Davagna, dove avevo giocato fino a poco prima; poi i bimbi della nuova San Fruttuoso, il San Michele e la società consorella Genovese Calcio, e proprio in questo periodo è iniziata l´esperienza con il femminile; ricordo benissimo la data: 1° marzo 2010, il giorno dove ho allenato il mio primo portiere femminile: Cubeddu Gaia, ragazza con spiccate attitudini al ruolo, fortissima nelle uscite basse e brava tra i pali, e che ha sempre dimostrato grande impegno ed applicazione; peccato che poi abbia deciso di smettere ma anche questo fa parte della vita e dei giovani; nel 2011 sempre al San Michele ho avuto la mia prima ed unica esperienza da Mister, allenando l´U14 femminile appena costituita, e devo dire che è stata un´esperienza stupenda, nonostante i risultati non proprio esaltanti, specie all´inizio; una stagione che ricordo sempre molto volentieri perché ho avuto a che fare con ragazzine veramente intelligenti ed appassionate che hanno saputo mettersi in gioco e migliorarsi nonostante le varie difficoltà incontrate.”

Da questo momento in poi ti sei specializzato con il calcio in rosa…

“Si, devo dire che ho avuto l´opportunità di allenare per quattro stagioni consecutive le portiere del Molassana, e per questo devo ringraziare il responsabile del settore, il signor Stocchi, che mi ha voluto nel suo staff ed ha sempre apprezzato il mio lavoro e la mia passione; nel frattempo ho conseguito il patentino di allenatore portieri di 3° livello presso l´AIAP (altra associazione privata) e nel 2016 ho finalmente coronato il mio sogno nel cassetto, conseguendo il patentino federale come preparatore portieri Dilettanti e Settore Giovanile. L´anno scorso ho avuto una breve ma positiva esperienza con la mia prima società calcistica, l´Athletic, che non si è concretizzata per orari ed impegni di lavoro incompatibili con la loro attività giovanile”.

-Accidenti, Enrico… il tuo curriculum davvero non fa invidia ad un protagonista delle mitiche Figurine Panini… E come sei giunto qui al Lagaccio?

“Sono stato contattato dalla mister Mara Morin, che gode della mia massima stima, che mi ha messo in contatto con la dirigenza lagaccina: alla fine ho accettato l´incarico e devo dire che sin da subito sono entrato in sintonia con tutti quanti; davvero una bella sensazione.”

-Traspare un grande entusiasmo da parte tua, per il movimento in rosa…

“E´ vero, io nutro un grande feeling per il calcio in gonnella: non me ne vogliano i colleghi maschietti, ma le motivazioni, l´attenzione e l´impegno che ho sempre riscontrato nelle calciatrici sono davvero enormi; con le atlete il confronto e la condivisione sono sempre a livelli massimi e non devi mai dare nulla per scontato e questo è un qualcosa che ti fa stare sempre sul pezzo stimolandoti in continuazione: diventa quindi fondamentale aggiornarsi continuamente, in modo di poter offrire un contributo rilevante alle ragazze che alleni.”

-Dove credi che potrà arrivare in questa stagione il Lagaccio? E cosa pensi del reparto degli estremi?

“Siamo ancora all´inizio, ed ovviamente ho potuto fare una conoscenza sommaria delle nostre portiere, sto parlando di quelle del settore Giovanile e della formazione Juniores. Per quel che concerne la Prima Squadra ero stato informato che ci sarebbero potuti essere dei movimenti di mercato: infatti Lara Ferrari è passata alla Lavagnese; un po´ mi dispiace perché mi avrebbe fatto piacere allenarla, ma questo è il calcio. Ho conosciuto Olivia Stevanin, e mi ha fatto una grande impressione, mi sembra davvero una forza della natura. Il Club ha decisamente compiuto un colpo sensazionale, con l´acquisizione di Noemi Asteggiano, portiere che conosco bene, veramente forte, e che è stata anche convocata da Cabrini nella Nazionale maggiore; credo che si allenerà parzialmente con il suo maestro, Ferruccio Bellino, ed io sarò pronto a preparare con lei la partita domenicale in arrivo, particolarmente nell´ultima seduta settimanale, con la cura per i collegamenti con il reparto difensivo, e le simulazioni sulle palle inattive; oltre ovviamente a seguirla da vicino nella rifinitura. . L´arrivo di Noemi, oltre ad essere un grande acquisto, rappresenta davvero per me carburante, entusiasmo ed orgoglio, e mi auguro di potere riuscire ad allenare al meglio una atleta di caratura così elevata. Tornando alle giovanissime, so che già si sono distinte la Accardo e la Burlando, ed ho anche visto ottime protagoniste nelle baby della Virtus Entella. L´arrivo della Piazzi in Juniores è stato un altro ottimo acquisto. Mi sembra che la società si stia ora concentrando sul mercato, e devo dire che mi ha fatto molto piacere anche l´arrivo di Stefano Piazzi, alla guida della Primavera.”

-Sembri davvero carico e motivato: è così?

“Senza dubbio: non vedo l´ora di iniziare! Ritengo che qui ci siano tutti i presupposti di fare bene, si respira molto entusiasmo negli addetti ai lavori, e questo è importante. Incrociamo le dita e prepariamoci tutti a remare per portare la navicella del Lagaccio al raggiungimento dei suoi obiettivi.”