Erika Fasana si ritira dall’attività agonistica. “Lascio la ginnastica” scrive sui propri profili social. La ragazza, nata a Como nel febbraio del 1996, chiude una carriera di altissimo livello caratterizzata da qualche infortunio di troppo senza i quali, forse, avrebbe vinto ancora di più.
Un talento puro. A  4 anni faceva già ginnastica vicino a casa, nella società di Fino Mornasco e nel 2009 eccola già nel campionato di serie A per la società Brixia Brescia, accanto alla campionessa mondiale Vanessa Ferrari.
Erika è stata un’atleta di punta della Nazionale Italiana, ha partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012 (raggiungendo una storica finale a squadre) e alle Olimpiadi di Rio 2016. In Brasile si Erika non competerà nell’all-around per via del gomito che le impedisce di eseguire il volteggio, ma presenta alla giuria gli esercizi alle parallele, alla trave e al corpo libero. Gli errori di tutta la squadra non consentiranno alla nazionale italiana di partecipare alla finale a squadre ma Erika riuscirà a qualificarsi per la finale ad attrezzo a corpo libero concludendo la gara con un sesto posto..
Forse avrebbe potuto vincere qualcosa in più se la fortuna l’avesse accompagnata, ad esempio, durante gli Europei 2015 dove raccolse un doppio quarto posto a un decimo dal podio nonostante un infortunio al gomito durate il riscaldamento.
Grandissima specialista al quadrato, è stato la prima italiana a eseguire il doppio teso con un avvitamento. Ha vinto quattro scudetti consecutivi col body della Brixia Brescia (2014-2017), un bronzo nella gara a squadre degli Europei 2012, terzo posto alla prestigiosa American Cup nel 2015 e due titoli italiani (volteggio nel 2009, corpo libero nel 2015).
Nelle ultime stagioni alcuni problemi fisici le hanno di fatto impedito di gareggiare come avrebbe voluto e così si è dedicata alla carriera di allenatrice. Ora la decisione definitiva: “Lascio la ginnastica, senza rimpianti“.

Il suo calvario

Infortuni al fisico ma non solo. Qualche tempo fa Erika aveva voluto condividere con tutti i suoi fan un problema col quale convive da tempo e che solo dopo dieci lunghissimi anni ha imparato a superare: gli attacchi di panico. “E’ da tanto tempo che voglio raccontare una parte di me di cui non ho mai parlato apertamente, un po’ per evitare di essere presa per pazza, un po’ per paura che non possa interessare a nessuno. Invece credo di poter informare le persone di una situazione che spesso viene sottovalutata o presa alla leggera. E’ il 2009, un anno particolarmente stressante per me, ma tutto d’un tratto inizia un vero e proprio calvario di cui faccio veramente fatica a liberarmene. Sono a casa tranquilla, ad un certo punto inizio a sentire il cuore che batte velocemente e inizio a sudare freddo. Passano 10 minuti e mi sento meglio, sarà stato un calo di pressione. Nei giorni seguenti inizio a a provare uno stato di agitazione/ansia perenne e questi episodi iniziano a fari sempre più frequenti e il malessere sempre più forte. Tachicardia improvvisa, sensazione di impazzire, sudore, mancanza di respiro, giramenti di testa e paura di morire non mi lasciano tranquilla neanche per un giorno. Arrivo al punto di non riuscire più a stare in macchina, di non riuscire più ad entare in un supermercato o a mangiare. Non riuscivo veramente più a vivere. Inizio un percorso di sedute con una psicologa (IMPORTANTISSIMO!) durato più di 2 anni. Sono attacchi di panico, inizio a “lavorarci” e in qualche modo di imparare a conviverci, ma soprattutto a saperli gestire. Non è facile, mi vengono almeo 2/3 volte al giorno in momenti della giornata in cui magari non sto facendo niente, così all’improvviso, senza trovarmi in chissà quale strana situazione. Posso essere seduta sul divano a guardare la tv, in cucina a mangiare, si manifestano in qualsiasi momento. Mi manca il respiro improvvisamente e non ho più il controllo di me stessa, dopo 10/15 secondi tutto passa e ritorno normale. Così saranno tutte le mie giornate, tutti i giorni, per 6,7,8 anni e no, non ci fai l’abitudine. E’ un incubo. Ci ho messo tantissimo tempo per riuscire a controllari, sono passati 10 ANNI e ancora non posso dire di essere “guarita2 del tutto. Gli attacchi mi vengono raramente, quasi mai, è rimasta solo quella sensazione di ansia che non riesco proprio a farla andare vie. Per me è già un traguardo, essendo una persona paurosa e ipocondriaca so che farò fatica a cambiare il modo di vedere le cose in alcune situazioni, ma sto migliorando. Credo che su questo argomento ci sia ancora un po’ di ignoranza e disinformazione e spero che condividendo la mia esperienza, si riesca a capire un po’ di più di questa brutta bestia che sono gli attacchi di panico. Spero anche di essere riuscita ad aiutare qualcuno che si trova nella stessa situazione in cui mi sono trovata io

LA LETTERA DI ERIKA FASANA

Così scrive Erika “Oggi si chiude uno splendido capitolo della mia vita. Lascio la ginnastica, senza rimpianti e con un grande bagaglio di esperienza che porterò sempre con me per il mio futuro. È stato un percorso bellissimo, iniziato da quando ero una bambina con tanti sogni e tanti obiettivi in testa e finito con la consapevolezza di aver dato sempre il massimo per riuscire a realizzarli. Spero di essere riuscita a rappresentare al meglio la Bandiera Italiana e lo stemma del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito che avevo cuciti sul body. Un grazie immenso va a tutte le persone che hanno fatto parte di questo bellissimo viaggio e a tutti quelli che mi hanno sempre supportata nel corso della mia carriera.
Un GRAZIE va in primis alla mia famiglia, che con mille sacrifici mi ha supportata ogni giorno e mi ha aiutata a realizzare tutti i miei sogni.
A Laura Rizzoli, la mia allenatrice, che ha da sempre creduto in me ancora prima che lo facessi io ed è stata sempre il mio punto di riferimento.
A Rossella e Stefano, alla mia società Polisportiva di Fino Mornasco, a Dino, Betty e Laura Francescucci che mi hanno vista crescere e mi sono stati sempre accanto.
A Enrico Casella, che grazie al suo aiuto sono diventata la ginnasta che sognavo di essere.
Alla Brixia Brescia e al suo presidente Folco Donati.
Ai fisioterapisti Salvatore Scintu e Walter Urbani che con la loro professionalità mi hanno seguita facendo in modo che fossi sempre pronta per dare il mio meglio.
Al Dott. Caminiti, al Dott. Zattoni e al Dott. Amelio che mi hanno sempre rimessa in piedi anche quando i tempi di recupero erano strettissimi.
A Gymbody di Natascia e Ferdinando che con la loro creatività hanno realizzato dei bellissimi body per ogni mia gara.
A tutti i Professionisti che ho incontrato nel corso della mia carriera e che, con il loro aiuto, hanno aggiunto un tassello importante nel mio percorso.
Infine, un ringraziamento speciale va al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito che mi ha dato la possibilità di diventare un’atleta professionista e ha sempre creduto in me e nelle mie potenzialità“.