Archiviata la stagione 2015-16 a suon di successi, il Brescia si sta godendo qualche giorno di meritata vacanza. Dalle passioni però non ci si stacca mai completamente, chiedere al Presidente Giuseppe Cesari per avere conferma. Noi lo abbiamo intervistato per celebrare la straordinaria cavalcata delle Leonesse e per guardare già verso il futuro anche perché, come lui stesso ha ammesso la fame di vittoria c’è sempre: “Sono una persona a cui non piace lasciare nemmeno le briciole”.

Presidente, è stata una stagione spettacolare dal punto di vista sportivo, si aspettava di vivere queste emozioni  e di portare a Brescia uno storico Triplete?
“Ad inizio stagione non avrei mai immaginato di riuscire a vincere tutto. Certo, eravamo partiti convinti dei nostri mezzi avendo uno staff e una squadra competitiva ma per le conferme bisogna sempre aspettare il campo. Quando abbiamo perso 4 a 0 contro il Mozzanica sono entrato nello spogliatoio e ho detto alle ragazze di non preoccuparsi perché a fine stagione saremmo arrivati davanti a tutti. In Coppa Italia devo ammettere che ho avuto paura sempre contro il Mozzanica in semifinale perché le ragazze, dopo aver vinto lo Scudetto contro il Riviera di Romagna, erano un po’ distratte durante gli allenamenti in settimana. In campo però hanno dimostrato grande impegno e una ferma volontà di vincere. La finale di Coppa Italia poi è stata molto combattuta com’era prevedibile visto che il Verona è sempre un grande avversario. Considero importante anche aver raggiunto i quarti di finale in Women’s Champions League”.

cesari-presidente-bresciaQuando, a suo parere, è arrivata la svolta nella stagione?
“Penso che la partita chiave sia stata contro la Fiorentina a Firenze. Solitamente per motivi di lavoro non vado mai in trasferta, ma non ho voluto perdere una gara così importante e infatti siamo riusciti a vincere. In quel momento, battendo la Viola 4 a 1, abbiamo capito che col lavoro avremmo potuto farcela”.

Capitolo mercato: come e dove si rinforzerà una squadra che ha vinto tutto?
“Stiamo facendo tutte le valutazioni del caso insieme al nostro staff. Confrontandoci contro il Wolfsburg abbiamo visto che per competere anche a livello Europeo serve una rosa di 18 titolari che possano alternarsi. Tutti gli anni cerchiamo il modo di migliorarci. Tenendo conto di questo stiamo lavorando sui nostri punti deboli concentrandoci soprattutto sulla difesa. Raffaella Manieri? Può essere un’idea, è una delle giocatrici che contatteremo da luglio. In ogni caso tutti i nostri acquisti saranno ben mirati”.

Cosa significherebbe avere un impianto sportivo di proprietà dove giocare e allenarsi?
“Questo è un progetto su cui stiamo lavorando da tempo ma il terreno resta ancora da comprare e ci vogliono 2 milioni di euro. Sarebbe importante averlo perché vorrebbe dire avere a disposizione 3 o 4 campi dove far allenare la Prima squadra e le ragazze delle giovanili. Ci sarebbe anche lo spazio per un’infermeria che attualmente non abbiamo e per organizzare degli eventi”.

acf brescia cesari bertoliniLa scorsa settimana ha scritto una lettera indirizzata al delegato della LND Sandro Morgana, è già deluso della sue decisioni?
Ho scritto quella lettera perché ancora una volta si continuano a fare errori su errori, eppure per far fare il salto di qualità al calcio femminile italiano non servirebbe poi molto. Sono arrabbiato perché ancora una volta, dopo aver vinto lo scudetto, nessuno è venuto a premiarci rischiando di fare un viaggio a vuoto. Il premio è bello riceverlo sul campo ed è giusto dopo tutti i sacrifici poter alzare una Coppa. Eppure ancora una volta verremo premiati nella stagione successiva, col rischio che alcune giocatrici non possano festeggiare perché cambieranno squadra. Anche far giocare la finale di Coppa Italia a Firenze il 12 di giugno è stato uno sbaglio, si sarebbe potuta trovare una soluzione diversa per facilitare l’organizzazione delle squadre che erano entrambe del Nord”.

Il prossimo lunedì Morgana ha organizzato una riunione programmatica, che cosa si aspetta?
“Ormai non mi aspetto più molto dopo 30 anni in questo ambiente. Se vogliono far crescere il calcio femminile serve che mettano dei soldi sul tavolo perché le parole non servano a nulla. Invece non vedo programmazione, anche la finale di Women’s Champions League avrebbe potuto essere gestita meglio. I proclami sono sempre tanti poi gli unici soldi che si investono sono quelli per le Nazionali che ora sono addirittura 5. Prima di pensare alle Nazionali però serve far crescere le bambine nelle squadre quindi bisogna aiutare le società che investono nel settore giovanile. Non bisognerebbe avere vergogna nel copiare quello che si fa all’estero per capire come hanno fatto a sviluppare il calcio. Da tempo propongo alle società di formare una nostra Lega coi soldi che versiamo per le iscrizioni ai campionati ma molti presidenti non ci sentono e continuano ad accontentarsi dei biscottini. Io non voglio accontentarmi dei soliti biscottini!”.

Foto: Bresciacalciofemminile.it

 

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