Atletica

Esclusiva / Larissa Iapichino segreta: “Non chiamatemi più la figlia di Fiona May. Da grande? Vorrei fare l’avvocato”

Fonte:Fidal

Larissa Iapichino è la nuova stella dell’atletica italiana. La medaglia d’oro conquistata nel salto in lungo ai Campionati Europei Under 20 di Boras, in Svezia, è solo l’ultimo successo di una predestinata capace di correre anche i 100 e i 400 ostacoli.
Iapichino, che ha 17 anni ed è figlia dell’ex atleta e due volte campionessa mondiale di salto in lungo Fiona May e di Gianni Iapichino ex primatista italiano di salto con l’asta, si gode il momento con grande eccitazione ma senza perdere la testa. Nonostante la sua giovane età parla come un’adulta, ragiona già da grande e ,da figlia di sportivi, sa perfettamente che è questo il momento più duro: guai a sentirsi arrivati, guai a pensare alle copertine e alla notorietà.
Larissa sei ancora emozionata?
“Si, non passa. Sono sensazioni incredibili”.
Quando hai capito di aver vinto cosa hai provato?
Una gioia indescrivibile. Un miscuglio di emozioni che hanno fatto uj casino pazzesco dentro di me. Il giorno dopo mi sono ritrovata da sola in una stanza, ho preso la medaglia in mano e mi sono detta: Ma ti rendi conto cosa hai fatto?“.
Durante la gara a cosa pensavi?
Ad andare più veloce possibile. Stavo bene, mi sentivo una bestia. Mai sentita in quelle condizioni. Vedevo mio padre seduto sui gradini più bassi e questo mi aiutava molto“.


Cosa hai avuto più delle avversarie?
Forse il carattere. Diluviava, il vento continuava a cambiare direzione ma non ho mai mollato, ci ho creduto fino alla fine“.
La vittoria era il tuo obiettivo iniziale?
Assolutamente no. Anzi il mio obiettivo era quello di gareggiare con avversarie più grandi e quindi fare esperienza. Ero la più giovane, non mi era stato chiesto di vincere“.
Per tutti sei “la figlia di Fiona May”. La cosa ti piace o ti da fastidio?
Fastidio, fastidio pazzesco. Io sono io, mamma è mamma. La gente deve capire che quando corro sono una ragazza come tutte le altre, basta parlare di mia madre. Lei è stata una grande ma io voglio fare la mia carriera“.

Fonte: De Marco/FIDAL

E’ stata lei a farti scegliere l’atletica?
No per niente. Anzi lei e papà hanno fatto di tutto per non farmela fare da bambina. Poi un giorno, avevo 12 anni quando mi trovavo a Montecarlo in vacanza ho assistito ad un meeting importante. Mi sono detto voglio provarci anch’io. Cosa sono andata dai miei dicendogli: da domani faccio atletica“.


Quanto conta l’amicizia per te?
Tantissimo. Ho degli amici splendidi, sono la mia forza“.
E la famiglia?
Stessa risposta di prima“.
Tre aggettivi per descriverti?
Vivace, testarda e gentile“.
Un difetto?
Sono diffidente, se non conosco una cosa tendo a chiudermi“.
La parolaccia che usi più spesso?
Ca..o“.
Di notte sogni spesso?
Abbastanza e sempre cose diverse“.
E il tuo sogno nel cassetto?
Riuscire a conciliare studio e sport. Vorrei iscrivermi a Giurisprudenza per seguire le orme di mio zio che è avvocato, per me è sempre stato un punto di riferimento“.
Quindi un futuro avvocato?
Potrebbe essere anche se mi piacerebbe anche fare Economia o Medicina“.
Ma intanto è ancora presto. Che classe hai fatto?
A settembre farò la quarta liceo scientifico al Leonardo da Vinci di Firenze“.
Come ti accoglieranno le compagne?
Non lo so. Dopo la vittoria molte di loro mi hanno chiamata, ho sentito i professori e persino la preside e fatto un’intervista anche al giornalino della scuola. Il primo giorno di scuola porterò una torta“.
Credi nella parità dei sessi?
“.
Nello sport come siamo messi?
Maluccio. C’è ancora tanta strada da fare. Ma con le vittorie, il lavoro e la professionalità noi donne possiamo davvero ottenere grandi risultati anche sotto questo punto di vista“.
Hai seguito i Mondiali di calcio?
Non tutte le partite, ma parecchie. E’ stato bello vedere che il calcio può anche essere giocato dalle donne, finalmente se ne sono accorti tutti
E di Federica Pellegrini cosa pensi?
Mostruosa
Che rapporto hai con i social?
Bello. Li uso spesso per tenermi in contatto con persone distanti e per raccontare qualcosa di me. Sono sempre molto vigile e attenta, non rispondo alle provocazioni o alle persone con profili strani”.
Hai mai ricevuto insulti razzisti?
Ogni tanto ma nulla di particolare“.
In Italia c’è razzismo?
“Non lo so. Io vivo nel mio mondo fatto fatto di amici, famiglia, società sportiva e gente che mi vuole bene”
Il tuo piatto preferito?
Pizza!”.
E la bevanda?
Fanta“.
Sei invidiosa?
Assolutamente no“.
Gelosa?
Abbastanza, anche delle amiche“.
Fedele?
“.
Hai tatuaggi?
No, ma presto ne farò alcuni. Vorrei farmi fare delle stelle che rappresentano i miei nonni, un’onda che rappresenta il mio carattere che a volte è calmo e a volte agitato. E poi un giglio che è il simbolo di Firenze“.
Si può essere femminili facendo sport?
Sì, certo. Basta vedere una gara di 400 metri. Se vedi correre un uomo è una cosa, se cè una donna invece vedi la leggiadria e la leggerezza, insomma l’eleganza“.

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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