Ciclismo Due ruote

Esclusiva / Marta Bastianelli: “Sogno di vincere le Olimpiadi poi con orgoglio metterò la divisa dentro un carcere”

Forte, determinata, tenace e sempre con il sorriso. Anche quando le cose non andavano come voleva lei Marta Bastianelli, classe 1987 di Velletri, ha sempre combattuto perché consapevole delle sue doti e della sua capacità di andare in bicicletta più veloce di tutte le altre. Come quando da piccolina voleva imitare zio e cuginetti che sui pedali andavano spesso. I genitori non erano convinti fosse “una cosa da donna”. Lei sì. Così ha iniziato a pedalare, veloce, velocissima, sempre al massimo fino a conquistare un Mondiale a soli vent’anni. Poi due anni neri tra infortuni e una squalifica per un diuretico che nemmeno si trovava nella lista delle sostanze proibite dall’Unione Ciclistica Internazionale. Due anni bruttissimi che avrebbero ammazzato un toro. Ma non lei.
Una carriera straordinaria quella di Marta assoluta protagonista dell’ultimo Giro delle Fiandre, una classicissima tra le più impegnative e prestigioso del panorama mondiale.  Una vittoria che l’ha proiettata sempre più in alto nelle varie classifiche internazionale targate UCI. Nel ranking individuale del Women’s World Tour la campionessa europea in carica è diventata la ciclista italiana con più gare terminate in testa alla classifica e grazie ai 200 punti di domenica ha nettamente allungato su tutte le rivali: Kirsten Wild ha 210 punti di ritardo, Annemiek van Vleuten e Marianne Vos ben 310.
Marta ti sei resa conto di quello che hai fatto?
Me lo chiedono in molti. Devo ammettere che vincere questa gara è stata una soddisfazione incredibile anche perché all’estero tutti le danno un’importanza molto superiore a quella che le diamo in Italia. Io per prima subito non credevo quanto fosse prestigioso vincerla, ora me ne sto rendendo conto“.
Quando hai capito che potevi farcela?
Quando siamo rimaste in tre. Non mancava molto al traguardo, stavo bene, le gambe giravano e mi sono detto: vai che ce la fai. E’ andata bene“.


E’ una delle soddisfazioni più grandi della tua carriera. Quella più grossa qual’è?
Sicuramente il Mondiale del 2007, una gioia incredibile. Anche gli Europei mi hanno gratificata parecchio”.
In passato hai anche sofferto per via di quella incredibile squalifica. Ne vuoi parlare?
Mi sembrava di essere finita in un incubo. Ero convinta di essere innocente, dai non aver fatto niente e invece per via di una leggerezza del dottore a cui mi ero affidata ho dovuto subire di tutto. Mi è caduto il mondo addosso, ero a pezzi“.
Ma cosa era successo?
Dopo un controllo hanno trovato un principio attivo non lecito. Il mio dottore, che mi seguiva anni e di cui mi fidavo ciecamente, è stato il primo ad ammettere che non sapeva fosse proibito. Una sciocchezza incredibile basti pensare che nelle motivazioni si parla solamente di “negligenza” però mi ha portato un danno pazzesco anche morale“.
Come ne sei uscita?
Con l’aiuto della mia famiglia, delle Fiamme Azzurre e degli amici tutti convinti della mia innocenza. In quel periodo negativo è nato anche il mio fan club, un gesto molto bello che non dimenticherò mai“.
Torniamo alle cose belle e al presente. Sei mamma di una bimba di quattro anni. Come riesci a conciliare lavoro e famiglia?
Ho la fortuna di avere grandi appoggi. I miei genitori si rendono sempre disponibili, i mio suoceri anche così come mio marito che mi aiuta molto. Così posso fare tutto con una certa tranquillità anche se quando mi alleno penso a tutto quello che devo fare, è normale“.


In gara riesci invece a concentrarti o pensi a Clarissa?
Assolutamente sì, anche perché altrimenti diventa pericoloso non stare sul pezzo“.
In occasione dell’ultimo Giro d’Onore a Milano avevi parlato della tua stagione incredibile. Hai iniziato il 2019 alla grande…
Sto bene e mi diverto. E’ la cosa più importante

Hai alle spalle una carriera bellissima, c’è un sogno nel tuo cassetto?
Le prossime Olimpiadi. Quelle scorse per una serie di motivi le ho sempre mancate, questa volta voglio disputarle per provare a vincerle. Non mi basta parteciparvi, voglio arrivare il più in alto possibile“.
Hai già pensato al tuo futuro? Cosa farai quando scenderai dalla bici?
Metterò la divisa della Polizia Penitenziaria e lavorerò in un carcere con molto orgoglio“.

 

Bastianelli

 

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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