Ieri pomeriggio mi sono imbattuta in una discussione Facebook di gente sportiva che non capiva cosa avesse fatto realmente l’Italia nel primo match di questo Europeo. E ad un certo punto me lo sono chiesta pure io: ma cosa ha fatto l’Italia? Ha vinto 2-0 col Belgio ok, e poi? Può già essere esaltata tanto da autocandidarsi a favorita assoluta?
Dopo qualche istante di riflessione, mi sono data una risposta: l’Italia non ha fatto niente.
L’Italia ha mandato in campo una formazione fatta di giovani di belle speranze e pochi fenomeni, regalandoci emozioni con i gol di Giaccherini e Pellè. Quindi non ha fatto niente. L’Italia di Antonio Conte, uno che dopo novanta minuti di corsa estenuante in zona panchina, uno che ci ha quasi rimesso un naso per un’esultanza ribadendo “mi sacrifico pure fisicamente per questi ragazzi”, non ha fatto niente. L’Italia ha portato allo stadio di Lione migliaia di tifosi che poche ore prima avevano preso l’auto, armati solo di bandiera e voce, e senza pensarci troppo avevano imboccato l’autostrada direzione Francia, per vederli da vicino quei ragazzi in maglia azzurra. L’Italia ha battuto la squadra 2° nel ranking mondiale, nonostante quelle stesse classifiche la posizionino in 12° piazza. L’Italia ha fatto meglio di Svezia e Irlanda e si è messa al primo posto del girone E. Ma non ha fatto niente. L’Italia ha regalato siparietti divertenti stile Zenga che dopo la telecronaca s’improvvisa cantante con “Il Cielo è sempre più blu”. L’Italia ha collezionato banalità tipo hashtag e stati sui social che nemmeno nei più bei sogni avrebbe immaginato alla vigilia e che hanno strappato sorrisi a chiunque (Ho la Pellè d’oca). Ma non ha fatto niente. L’Italia ha solo vinto una partita. L’Italia ha saputo soffrire. L’Italia ha immortalato famiglie inchiodate davanti alla tv che trattengono il fiato e gruppi di amici abbracciati con quel tricolore dipinto sul volto. Ma l’Italia non ha fatto nulla, e non è ironico, l’Italia non ha fatto nulla.
Caro Diario, inauguro queste pagine con la consapevolezza che la mia Italia non abbia davvero fatto nulla, o meglio abbia fatto solo una cosa: l’Italia. Perché noi siamo così, noi siamo quelli delle mille parole, dei sorrisi, delle lacrime facili, della passione smisurata e viscerale che ti annienta e ti innalza a Dio nel giro di 30 secondi. L’Italia fa tutto e poi non fa nulla, non fa nulla e poi fa tutto. L’Italia fa l’Italia ed è questo che noi fratelli e sorelle verdi-bianco-rosse le chiediamo, di essere se stessa, di guidare quel carro su cui siamo già saliti, in un percorso bellissimo, andrà come andrà ciò che conta è “cuore, testa alta e tricolore che sventola in alto”.

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