Filippo Schiavo, ex coach della Lardini Filottrano  e ora passato da poco ai francesi del Cannes, ha voluto salutare i tifosi. Lo ha fatto con una lunga lettera aperta. Come è noto la Lardini rinuncerà all’A1 (dovrebbe essere ripescata Trento) ripartendo dalla Serie B.
Ancora da chiarire il discorso fusione con Macerata che invece ha annunciato tramite una nota ufficiale che si chiamerà Cbf Lardini Macerata, sarà ai nastri di partenza in A2.
Filippo Schiavo scrive così. “Credo sia doveroso scrivere due parole di mio “pugno” per chiudere una parentesi molto importante di questo mio viaggio personale nel mondo della pallavolo. Tante volte mi avete sentito dire scherzosamente “quando ho sentito parlare di Filottrano le prime volte lo immaginavo un posto lontanissimo da Carpi”. Invece era solo un centinaio di Km più a sud da quella riviera romagnola che da sempre noi carpigiani frequentiamo assiduamente. Forse però in effetti è molto distante, ma la distanza non è sempre un difetto. Un paese arroccato sulle dolci colline marchigiane, che mi ha fatto conoscere una versione del nostro frenetico mondo molto diversa, quasi ovattata. Se in un primo momento questo mi ha un po’ spiazzato, piano piano mi sono abituato tanto da vivere la mia quarantena nel mitico Sette Colli. Ho incontrato persone sempre e comunque vicine alla squadra e non parlo solo della Curva Lardini o di tutti i dirigenti, ma di gran parte del paese che amichevolmente mi salutava nella mia transumanza lungo il corso piuttosto che in mensa o al supermercato con un sorriso e un sempre pronto “Ciao Mister”, al quale io rimanevo sempre stupito e spiazzato perché ovviamente non riconoscevo nessuno. Non rimarco cosa di bello e brutto abbiamo vissuto all’interno dei Palasport in giro per l’Italia nelle 42 volte insieme e quanto mi “faccia incazzare” non aver potuto finire la stagione per vedere dove saremmo potuti arrivare, era doveroso fermarsi. Grazie davvero a tutti: a chi mi ha aiutato tutti i giorni seguendo i miei fantasiosi progetti di modifica delle strutture e apparecchiature in palestra, a chi mi ha sostenuto nel lavoro quotidiano e a chi magari con un sorriso fugace mi ha fatto capire che Filottrano era con noi”.

 

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