Stephanie Ohrström, intervistata dal Grillo Fiorentino, ha parlato a 360 gradi della sua vita in Viola e dell’obiettivo Scudetto che ormai sembra ad un passo.

Sugli inizi: “Sono cresciuta con la palla tra i piedi, insieme a mio cugino. A 5 anni abbiamo iniziato a giocare a calcio insieme in una squadra. Quando sono arrivata in Italia l’unico problema è stato imparare lingua, visto che sono un portiere che comunica molto”.

Obiettivo Scudetto: “Qui a Firenze ho trovato grande professionalità, ci sono tante persone ma tutti hanno il proprio ruolo. Ci sono tutti i mezzi per crescere. Abbiamo sempre saputo di avere le giocatrici per competere per lo Scudetto. Stiamo facendo molto bene, ora mancano 4 partite e abbiamo bisogno almeno di 7 punti per trionfare. Speriamo bene, basterà giocare come sappiamo. La Champions? Nella prossima edizione troveremo squadre molto forti, servirà continuare il percorso iniziato ad agosto. Ho già giocato in Women’s Champions League col Verona e sono sempre uscita contro la mia ex squadra, il Rosengard. Chissà, magari la terza volta sarà quella buona…”.

Sulle differenza tra Svezia e Italia: “In Svezia il campionato è più equilibrato e dal punto di vista fisico le calciatrici sono diverse. In Svezia ci sono dei licei in cui il calcio è una materia, sarebbe da fare anche in Italia. Se nessuno ci segue è difficile farci vedere. Sarebbe bello andare di più in televisione e sui giornali. Qui a Firenze c’è molto seguito. Speriamo che anche altre società arrivino a fare lo stesso”.

Sul futuro: “Non penso molto al giorno in cui smetterò, ma credo resterò nel mondo del calcio. Sto facendo dei corsi per fare il preparatore dei portieri, infatti sto aiutando le giovanili della Fiorentina”.

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