Gaia Sabbatini è stata una delle protagoniste della spedizione azzurra a Tokyo. Non ha vinto ma ha fatto il suo primato e il secondo miglior tempo italiano (4’02″25), che però non è bastato per entrare in finale. Si è anche vista respingere dopo che, nella semifinale dei 1500 metri, era stata ostacolata da una caduta di un’avversaria. La ventiduenne abruzzese c riproverà certamente a Parigi 2024.

Gaia tra ringraziamenti e futuro

Sul suo profilo Instagram Gaia Sabbatini ha fatto un bilancio dell’esperienza in terra giapponese.
E’ iniziato tutto il 15 maggio ad Ostrava, quel giorno ho aperto la mia stagione outdoor con un 4.08 e la mia felicità era immensa. Pensavo di aver fatto qualcosa di “grande” e quindi ho iniziato a sognare in grande. Ho iniziato a credere davvero nel mio sogno olimpico, di poter rientrare con il ranking se avessi fatto delle belle gare perché in quel momento il minimo, per me, era infattibile, “troppo difficile” mi ripetevo. 
Ricordo ancora la chiamata del mio allenatore, Cecca, subito dopo Ostrava che diceva “ al Golden Gala farai il minimo!” 

Non aveva tutti i torti perché al minimo ci sono andata parecchio vicino quel giorno lì, il 10 giugno, ma come per assurdo ho finito la gara in lacrime.
Nemmeno un mese prima era stato un sogno fare 4.08 e quel giorno un 4.04 non mi bastava più! 
Sono fiera dell’atleta che sono diventata, prima guardavo da fuori le altre atlete e pensavo “cavolo che toste, vorrei essere come loro..” e oggi guardandomi posso dire che sono diventata il tipo di atleta che volevo essere: coraggiosa, determinata e “cattiva
”.
Tutto questo percorso mi ha portato a Tokyo, a una delle gare più importanti della mia vita e sono felice di essermi messa allo stesso livello delle mie avversarie, consapevole di gareggiare con atlete fortissime ma senza paura di correre al loro fianco e di mettermi in gioco.
Torno da queste Olimpiadi con un 4.02.25, una semifinale olimpica, la seconda prestazione italiana di sempre e il miglior tempo cronometrico dal 1984 sui 1500 mt. Come ho già detto non sono del tutto soddisfatta, ma va bene così.
Va bene così perché sono diventata ambiziosa e se voglio essere tra le migliori so che questo è l’atteggiamento giusto.

Questo percorso è stato reso possibile grazie a diverse persone, la più importante in assoluto è il mio allenatore, @ceccacoach, è riuscito a capirmi, aiutarmi in ogni momento di difficoltà, a darmi la giusta carica.. non sarei qui senza di lui.
Grazie a @maarti_t , mia compagna di vita, che mi ha sempre spronata, tranquillizzata ed è sempre stata al mio fianco.

Altre due figure fondamentali per me sono il mio fisioterapista/osteopata @cristianbruno_osteopata ed il mio nutrizionista @fagnanifrancesco , per me due figure importantissime sia professionalmente che umanamente. ❤️
Ringrazio il mio gruppo sportivo le @fiammeazzurreofficial che mi supporta sempre. 💙
Grazie a @depaulismariella ed @evasbbtn , le persone più importanti della mia vita. ♾
Grazie a papà, sarebbe fiero di me
“.

Chi è Gaia Sabbatini

Gaia Sabbatini è nata a Teramo il 10 giugno del 1999. Ha vinto il titolo italiano assoluti nei 1500 metri piani indoor nel 2020 nel 2021, esordendo a livello internazionale con la maglia dell’Italia nel marzo 2021 agli Europei indoor di Toruń. Agli Europei Under 23 di Tallin, ha centrato la finale con il crono di 4’13”98.
Lo sport e gli studi in Psicologia la supportano dopo fasi alterne di grande sofferenza e crisi dettate dalla perdita prematura del padre, guida alpina, rimasto vittima di un incidente in montagna.
Prima il nuoto, poi la danza e infine l’atletica. Gaia ha sempre combattuto grazie ad un bellissimo spirito combattivo che l’ha aiutata tante volte. Dopo la delusione di Tokyo la rivedremo protagonista a Parigi.