Carattere forte, Giuditta Lualdi in campo mette sempre anima e cuore. Per questo ha sempre lasciato un segno ovunque abbia giocato. “Gasata dalla vita” è il motto che l’ha sempre accompagnata e con il quale oggi trascina le compagne dell’Adolfo Consolini di  San Giovanni in Marignano.
Laura Gualdi, nata a Busto Arsizio il 13 settembre 1995, è intervenuta sul canale Instagram di Sportdonna.it rispondendo così alle domande degli spettatori.
Come stai passando questa quarantena?
“Sono fortunata perchè sono tornata a Busto Arsizio dalla mia famiglia, gli spazi non ci mancano. Sto studiando tanto, più di quanto avrei fatto se avessimo giocato, mi alleno con mia mamma per motivare anche lei, guardo le serie tv con i miei fratelli, cucino e facciamo i lavori in giardino.”


Come sarà il futuro della pallavolo?
“Confido nel fatto che siamo il terzo sport praticato in Italia, spero che ci sia un occhio di riguardo per noi. E’ chiaro che stiamo aspettando di capire quali saranno le disposizioni, quando potremo riprendere ad allenarci e come muoverci”.
La società Monza fino ad un certo punto ha continuato, imponendo ai suoi atleti, di continuare gli allenamenti con tutte le precauzioni del caso. Serena Ortolani se n’è andata. Tu cosa avresti fatto?
“Non mi sono trovata in questa situazione, la mia società ci ha dato la possibilità di andare a casa per stare con le nostre famiglie. Altre squadre hanno portato avanti gli allenamenti, chiedendo alle giocatrici di rimanere. Credo che nel caso della giocatrice, avendo una famiglia ed una figlia, si è voluta mettere in sicurezza, lasciando la squadra.”
E’ stato giusto fermare i campionati?
“Tutti aspettavamo di riprendere, avevamo tanta voglia di giocare. E’ chiaro che se le condizioni sarebbero venute a mancare, non garantendo la sicurezza, è stato giusto fermare tutto. Mi sarebbe piaciuto giocare in estate, poteva essere una cosa intrigante, credo che abbiano preso questa decisione per poter prendere un attimo di respiro e ricominciare al meglio l’anno prossimo.”
Hai sempre avuto il sogno di giocare nel palazzetto di Busto?
“Mi sono avvicinata tardi alla pallavolo, inizialmente tifavo Yamamay. Vincevano tutto, era una realtà nuova ed impostata in maniera diversa. Non ho mai avuto rapporti concreti con loro, ho preso strade diverse, sono andata in A1 a Montichiari, poi sono andata in A2 per affermarmi come giocatrice in modo concreto. Mai dire mai…”
Da piccolina quali sport facevi?
Nuotavo, mia mamma e mio papà mi hanno lanciata in piscina. Mi piaceva tanto, mi sentivo bene, ero impegnata tutti i giorni con le gare, ma dopo un po’ non riuscivo più a trovare soddisfazione. La fatica e la mole di lavoro nel nuoto è spropositata, mi rendevo conto di non avere più la pazienza di aspettare. Ho fatto anche scherma, ma avevo bisogno di avere un concetto di squadra.”

Nello spogliatoio sei leader o gregaria?
“Non sono una persona “leggera” dico spesso la mia, a volte posso sbagliare nel modo in cui dico le cose, ma voglio comunicare sempre il mio punto di vista. Sia come amica che come compagna di squadra.Con alcune compagne si creano rapporti speciali, con qualcuna sono capitati piccoli screzi e difficoltà e, abituata agli sport individuali non ero inizialmente incline a questo approccio. Lo sport di squadra mi ha migliorata tanto e non tornerei più indietro. C’è anche la parte dei rapporti che si creano con la tifoseria, per esempio, a San Giovanni in Marignano ci sono dei tifosi che mi vengono i brividi a pensarci, si sono presentati a tutte le partite, a tutte le trasferte. Non potrei stare senza di loro.”
Quali sono le piazze più calde?
“In A2 sicuramente San Giovanni in Marignano. Noi giocatrice siamo cattive in casa nostra e non è concesso nulla agli avversari. Sono pochissime le squadre che hanno fatto punti in casa nostra. Sempre in A2, c’è Mondovì. In A1 c’è Conegliano, a Busto ci sono gli amici delle farfalle.”


Hai una squadra del cuore di calcio?
“Sì, la Juve.Siamo tutti tifosi juventini sfegatati nella mia famiglia.”
Cosa ti manca per la Nazionale?
“Credo che io abbia bisogno di stabilizzare il muro come gesto tecnico, un giocatore è forte quando riesce a mantenere delle prestazioni costanti. Non credo che la Nazionale sarà nel mio futuro, ci sono giocatrici che sono molto più forti di me e sono anche più giovani.”
Ti piacerebbe giocare fuori dall’Italia?
“Ni, un’esperienza potrebbe essere interessante, ma in questo momento non andrei via. Sono soddisfatta di quello che ho ed il campionato italiano è competitivo al massimo.”
Qual è la delusione più grossa che hai avuto?
“La finale di Coppa Italia che abbiamo perso a Busto. Non è stata una cosa che ho accettato subito, purtroppo, non avevo fatto una prestazione entusiasmante e questo mi è dispiaciuto molto. Ci credevo tantissimo, può succedere e spero che non mi accada più”
La soddisfazione più bella?
“Quando giocavo a Montichiari contro Conegliano. Nel tie brack abbiamo fatto una rimonta eccezionale e abbiamo vinto la partita. Quest’anno stavamo facendo una stagione incredibile, eravamo proprio soddisfatte, ci sembrava di volare. Purtroppo è finita così…”
Il campionato italiano femminile è il più bello del mondo?
“Credo proprio di sì, basta vedere quante giocatrici di livello internazionale ci sono. La pallavolo femminile italiana è un piacere seguirla.”
Che rapporto hai con i social?
“Sono abbastanza malata, mi piacciono tanto. Tutti i “meme” mi fanno morire dal ridere. In generale, sono contenta di guardare cosa fanno le persone che non vedo spesso. I followers non li guardo sempre, cerco anche di rispondere sempre a tutti”.

 Come ti trovi ad aiutare le ragazzine al Quick volley in estate?
“Mi sento viva quando sto con loro, facciamo beach volley al pomeriggio. E’ un camp che dura 3 settimane e quando vado via piango sempre.”
Tra vent’anni come ti immagini?
“Mi vedo mamma, sto studiando marketing e se riuscissi legarlo alla pallavolo, sarebbe il massimo. Come allenatrice, non credo. Mi piace tanto stare con le bimbe di 14/15, ma non mi vedo come ruolo.”
Lo sport femminile come sta?
“Credo che lo sport femminile, negli anni, prenderà piede ed entrerà a gamba tesa nella quotidianità. Le donne sono una risorsa, ci vuole un po’ di pazienza.”
C’è un sport che segui in tv?
“Li seguo quasi tutti, mi piace tanto vederlo. Seguo molto il basket. Più l’NBA rispetto a quello italiano. Il calcio femminile lo seguo, mi è capitato di vedere delle partite. Credo che anche loro avranno il loro spazio.”
Qual è il segreto del tuo successo nella pallavolo?
“La parte più grande è il lavoro che facciamo in palestra, dagli allenamenti. Intorno a me ho delle persone che mi hanno sempre seguita e sostenuta. Sono sempre stata serena”
I procuratori nella pallavolo che figura sono?
“Parlo per me, ho sempre lavorato con Marco. Una persona che è nella mia vita a 360 gradi, ogni decisione viene presa con l’intento di farmi stare bene. Mi conosce talmente bene che potrei non rendere nella pallavolo se non stessi bene umanamente”.
Che ruolo vorresti provare?
“Il libero. Le mie compagne sono avvertite…”

 

 

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