Quando incontri Guendalina Sartori per la prima volta ti accorgi della semplicità e dell’umiltà di questa giovane donna che, da grande atleta qual è, ha dimostrato in ogni sua piega della vita, personale e sportiva, grande forza e carattere sia sulla linea di tiro che fuori. Guendalina è mamma da un mese del piccolo Edoardo. Il piccolo, durante la diretta del 3 giugno, si è fatto sentire e ha reso l’intervento ancora più reale, immerso in un contesto così umano che ha quasi messo in ombra i racconti delle vittorie, dei sacrifici e delle conquiste di Guendalina, compenetrata in questa sua rinascita nel ruolo di mamma.

Guendalina Sartori la prima mamma ospite di Sportive Digitali

Il progetto Sportive Digitali, che prende forza dall’esempio di tutte le atlete che si sono distinte in campo per le grandi imprese, per una vita dedicata allo sport e alla propria disciplina e lo coniuga con la dual career e con le opportunità di rinascita professionale, non poteva non parlare delle mamme. Essere madre, come lo è diventata da poco Guendalina Sartori, arciera della Nazionale di Tiro con l’Arco, oro mondiale a squadre a Torino e bronzo ai campionati mondiali indoor di Las Vegas, è un percorso di crescita così forte e impegnativo che coinvolge tutto l’essere umano e il suo mondo. Guendalina, durante l’intervista, ha messo in evidenza che ha fatto ben tesoro di un elemento che ha ereditato dal suo sport: la pazienza.

Perchè, oltre le vittorie, oltre le sofferenze, quella pazienza della preparazione che accompagna il percorso verso un grande evento come le Olimpiadi di Rio 2016, dove Guendalina si è distinta con un magnifico 4° posto assieme alle sua compagne Lucilla Boari e Claudia Mandia, si tramuta in una forza unica. Gwenda, come si fa chiamare dalle amiche e anche in rete, ci ha confidato che deve andare a rileggere spesso le imprese che ha sostenuto per rendersi conto di quanto valga e di quante cose belle e importanti abbia realizzato per sé, per la Federazione Tiro con l’Arco e per il CONI. Ma oltre le vittorie e il sogno di Rio, dove a soli 28 anni appena compiuti ha sfiorato il podio, noi non possiamo dimenticare che qualcuno abbia dato peso anche ad altro oltre al risultato.

 

Fortunatamente l’eterna lotta dell’essere umano con l’apparenza e la diversità, viene vinta dai risultati mirabili di alcune eroine ed eroi che, come atleti, vivono la sfida della fatica e dell’impresa, giorno dopo giorno, senza curarsi di altro se non del sogno di una vittoria.

 


 

Il progetto Sportive Digitali è nato dall’idea di Raffaella Masciadri e Alessandra Ortenzi che supportate da Marta Pagnini nel ruolo di Athletes Manager, vuole porre il focus sulle storie delle atlete italiane affinchè siano d’esempio nel percorso di empowerment, dual career e formazione delle giovani atlete del futuro.

Qui l’articolo di Guendalina Sartori sul racconto della sua vita

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