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Hannah Mouncey, primo transgender nella pallamano: giocherà i Mondiali

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Si chiama Hannah Mouncey, il primo transgender della pallamano che giocherà quasi certamente il prossimo Mondiale femminile nelle fila dell’Australia.
Fino al 2016 la Mouncey era un uomo e nel 2013 aveva indossato la maglia della nazionale Aussie al Mondiale maschile in Spagna senza tanta fortuna (l’Australia si classificò all’ultimo posto). Hannah, ex Callum, ha iniziato il processo del cambio di sesso alla fine del 2016 e il suo pensiero fisso era di continuare a praticare il suo sport preferito.
Nel frattempo, in attesa di ottenere il riconoscimento della federazione, Mouncey ha praticato la versione femminile dell’Australian Football, subito dopo è arrivata la convocazione nella selezione femminile di pallamano, il suo sogno così si è avverato. Mouncey, 29 anni, ha esordito da donna ai Campionati Asiatici di un mese fa.
Non è il primo caso di un atleta transgender. Qualche tempo polemiche per la vittoria ai Mondiali di ciclismo categoria Master della canadese Rachel McKinnon.
Anche nella box la settimana scorsa un caso simile. Patricio Manuel è infatti il primo transgender nella storia di questa nobile arte. Leggi qui.

 

 

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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