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Il personaggio / Vittoria Dami: “Io e le moto, passione e amore in nome di papà”

La passione per le moto, la famiglia e un progetto tutto nuovo in cui crede tantissimo. Vittoria Dami, 27 anni, milanese è un fiume in piena. Ha entusiasmo e voglia di costruire un sogno: quello di far divertire decine e decine di donne che come lei amano la libertà e l’ebrezza di correre in moto. Ci sta riuscendo grazie a Chica Loca, un progetto importante dedicato proprio al mondo femminile.
Vittoria, come è nata la tua passione per le moto?
Sicuramente da mio papà. Lui è sempre stato un appassionato di due e quattro ruote, ci raccontava che fin da bambino montava e smontava continuamente la sua moto ogni cinque minuti. Si sentiva un meccanico professionista. E poi ho sempre amato le riviste di motori, le leggevo tutte“.
A quanti anni hai iniziato ad andare in moto?
In fuoristrada, ma in maniera sporadica, magari con fidanzati e amici, verso i 16-17 anni”.
Poi?
Poi è arrivata la prima moto quando avevo 19 anni, un Ducati Monster che oggi è un po’ vecchietto ma che mi piace sempre da pazzi. La uso per andare ovunque, anche in bagno. Da subito è stata una connessione fortissima, soprattutto con quel tipo di moto perché mi permetteva di girare tanti posti“.
Ti piaceva viaggiare?
Da pazzi. Ho fatto la Corsica da sola, più e più volte. Con gli insulti di mia mamma, che ogni volta che mi vedeva partire stava male. Straordinaria la Corsica, ho fatto viaggi incredibili“.
Hai accennato di tua mamma. Parliamo un pò della tua famiglia…
Mio papà è mancato un anno fa, aveva una casa editrice per bambini (Dami Editore) e quindi sono cresciuta tra i libri. Con lui ho sempre avuto un rapporto speciale. Ho una sorella più grande che si chiama Allegra, poi come detto c’è mia mamma che, anche lei, è un personaggio incredibile. Ha fatto kickboxing per tantissimi anni, una famiglia di donne un po’ fuori dal comune“.

Il tuo rapporto con i social?
Terribile. Terrificante. Non ne ho, ho solo Facebook che uso come le vecchiette“.
Tatuaggi ne hai?
“Sì. Una moto ovviamente, una frase di Frida Kahlo, un’ora, un cerchio, e due tatuaggi per mio marito. Totale sono nove, ma piccoli!“.
Quindi sei sposata…
Sì, da due anni. Amore a prima vista, dopo tre mesi che ci conoscevamo mi ha chiesto di sposarlo. Ho fatto la scelta giusta. Lui fa di tutto affinché io possa realizzare i miei sogni“.

A proposito di sogni. Quello di andare in moto lo stai realizzando…
Mi sono innamorata dell’offroad, perché è una sensazione del tutto diversa. Sei a contatto con la natura senza i pericoli della strada, perché la strada è veramente pericolosa. Quando sei lì diventi un tutt’uno con il terreno, con la natura che hai intorno. Il rumore della moto è come se non desse fastidio. Ti senti un’esploratrice in pace“.
Hai mai corso seriamente?
No. Ho iniziato da poco, un paio di anni. Mi piacerebbe prepararmi per fare qualche piccolo rally. Non la Dakar ovviamente, ma ci sono molte corse più “umane” a cui tantissime donne partecipano“.
Chica Loca come nasce?
Da un’idea di Enrica Perego, pluricampionessa italiana di motorally che, dopo aver smesso di correre, ha iniziato a organizzare viaggi avventura soprattutto per le ragazze. Appena ho saputo di questa cosa mi sono aggregata e insieme abbiamo studiato un format sia a livello fotografico che video che diventasse, non un movimento, ma una tribù. Ora ci stiamo organizzando per il tour nell’Oman“.



Quante sarete?
Alle selezioni sono arrivate 70 ragazze da tutta Italia. E già erano stato preselezionate sul sito. Tante volevano imparare le nozioni di base, e invece questa è una simulazione di un moto rally vero e proprio. Quest’anno soprattutto faremo tutto deserto con controllo orari, check point e punteggi. Sarà una gara a tutti gli effetti anche se non siamo ancora sotto la Federazione“.

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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