Calcio

Calcio femminile / Il tecnico della Roma Betty Bavagnoli vince la “Panchina d’oro”

Il tecnico della Roma Elisabetta Bavagnoli  vince il premio la Panchina d’oro femminile della stagione appena conclusa. Quest’anno in panchina ha guidato l’AS Roma al quarto posto finale in Serie A (per la società giallorossa si trattava del primo anno nel massimo campionato femminile).
Bavagnoli è stata votata dai colleghi quale miglior tecnico dell’ultimo campionato di Serie A ed è stata premiata in occasione del corso di aggiornamento organizzato dall’AIAC sul calcio Femminile, svolto nel fine settimana a Coverciano.
Sono un po’ incredula – ha commentato ‘Betty’ Bavagnoli ricevendo il premio dalle mani del direttore della Scuola Allenatori e presidente dell’AIAC, Renzo Ulivieri – e per questo prestigioso traguardo raggiunto devo ringraziare non solo i colleghi che mi hanno votata, ma tutti i miei colleghi in generale, perché grazie al loro lavoro e alla loro passione i massimi campionati femminili sono sempre più competitivi e interessanti”.

Elisabetta Bavagnoli è una delle tre allenatrici donne ad avere la qualifica Uefa Pro, insieme alla Ct della Nazionale femminile, Milena Bertolini, e a Carolina Morace.
Per quel che riguarda la Panchina d’argento, il premio quale miglior tecnico del campionato cadetto è andato ad Alessandro Pistolesi, l’allenatore dell’Empoli Ladies che ha condotto la formazione toscana alla promozione in Serie A.

Credits: AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio)

L’ordine completo delle votazioni

Panchina d’oro
1° posto: Elisabetta Bavagnoli (AS Roma)
2° posto: Antonio Concotta (Fiorentina Women), Rita Guarino (Juventus) e Carolina Morace (AC Milan)

Panchina d’argento
1° posto: Alessandro Pistolesi (Empoli Ladies)
2° posto Sebastian Andre De La Fuente (Internazionale Milano), Roberto Piras (Ravenna Women), Manuela Tesse (Lazio Women)

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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