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“I’m sorry, sono incinta, torno a casa”. Le lacrime della cestista americana dell’Iren Fixi Torino

Foto:Pera Bite

“I’m sorry, sono incinta, torno a casa”. Si è chiuso con queste parole il matrimonio fra Alexis Jennings e l’iran Fixi. La pivot americana ha salutato tutti ed è salita sull’aereo che l’ha riportata a Huntsville, in Alabama.
Dopo le lacrime per aver nascosto per settimane una situazione insostenibile, Alexis ha potuto tirare un sospiro di sollievo, accolta dalla famiglia e dal fidanzato. “Le abbiamo comprato il biglietto e accompagnata all’aeroporto, facendole i migliori auguri perché la maternità è uno dei doni più belli che la vita possa dare. Adesso però ci resta una bella grana da risolvere ” il commento del presidente Garrone.
Già le grane. Perché la società per acquistare una sostituta è stata costretta ad iniziare una lotta a colpi di carte bollate con la federazione.  Il club Torino ha cercato di muoversi per trovare una sostituta, ma la Federazione Italiana Pallacanestro ha bloccato qualsiasi operazione di mercato, poiché a suo dire la società aveva già raggiunto il limite dei visti spendibili e consentiti, senza che quella di Jennings potesse configurarsi come eccezione particolare dovuta allo stato di gravidanza della giocatrice. 
Il ricorso è stato respinto dal Tribunale Federale, provocando l’ira della società, che si appella al fatto che in questo modo il campionato sia falsato e che ci sia la violazione dei principi di difesa della maternità, dell’eguaglianza competitiva dei campionati e della difesa delle società che operano nello sport femminile.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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