Tre amiche e un pallone. Tre squadre diverse e tanti ragazzi coi quali giocare e confrontarsi, a volte anche dribblando lo scetticismo di chi non crede nelle loro qualità. Si sono conosciute perché fanno parte dalla Rappresentativa Siciliana, ora sono inseparabili e si scambiano pensieri, opinioni e consigli su quel mondo del pallone che tanto amano. Purtroppo, in Sicilia, il calcio femminile non ha ancora fatto breccia ai piani alti e le squadre scarseggiano. Loro, incuranti di tutto, continuerebbero a giocare con le loro squadre maschili ma una legge federale ha posto un limite d’età per le squadre miste. E ora, il rischio, è quello di dover appendere gli scarpini al chiodo… Oppure farsi diversi chilometri per raggiungere le società in rosa. Questa è la storia di Rosanna Talluto, Morena Iannazzo e Ylenia Viscuso e vogliamo raccontarvela con l’intento di smuovere qualcosa a livello siciliano.

Rosanna, classe 2001, è un difensore della Asd Renzo Lo Piccolo di Terrasini e ci spiega: “Ho iniziato a giocare calcio in una scuola calcio a 5. Questa passione me l’hanno trasmessa i miei cugini, a loro mancava un giocatore e mi hanno spinta ad iniziare a giocare. Ora gioco in una squadra maschile, non posso fare altrimenti perché nel mio paese non ci sono squadre femminili. Questo è l’ultima stagione nella quale potrò giocare, poi dovrò spostarmi di 30 chilometri per giocare a Palermo. In squadra sono l’unica ragazza, per i miei compagni sono un po’ come una sorella. All’inizio qualche battuta la sentivo, ma sono brava a farmi rispettare. Durante una partita, l’avversario che marcavo continuava a spingermi. Vedendo la scena, il suo capitano gli ha chiesto di smettere e di comportarsi come da regolamento. In campo sono un difensore molto aggressivo e ho un buono stacco di testa. Per me il calcio è un’emozione”.

Questo invece il racconto di Morena, classe 2002 attaccante della A.P.D. Noir Calcio Trapani: “Questo è l’ottavo anno in cui gioco a calcio, anche io sono stata costretta a giocare coi maschi per la mancanza di una squadra femminile nella mia zona. Quando ho iniziato a giocare, qualcuno mi prendeva in giro poi però hanno smesso. Sono un attaccante che sa tenere palla, sono veloce e so muovermi bene. Il calcio è da sempre la mia passione, quando gioco entro in un altro mondo. Sogno di fare strada e continuare a giocare”.

Infine ecco Ylenia, classe 2003, centrocampista del Terzo Tempo di Alto Fonte: “Avrei senza dubbio preferito giocare in una squadra femminile ma non ce ne sono. Penso che confrontarsi con altre ragazze sia un vantaggio, per ora non ho questa possibilità. Devo dire però che in questa squadra mi trovo molto a mio agio, in altre mie esperienze non è stato così. A volte i compagni non mi passavano la palla e mi sottovalutavano senza nemmeno conoscere la mie capacità. Il mio idolo è Andrea Pirlo, sono una centrocampista di qualità, mi piace far girare la palla. Gioco a calcio da quando ho 7 anni, per me questo sport significa emozione, passione e sacrifici”.

Al loro fianco i genitori, in prima linea per vedere le ragazze felici nel rincorrere il loro sogno. Tra loro c’è Bendetto Talluto, papà di Rosanna, che ringraziamo per averci contattato permettendoci di conoscere la realtà Siciliana. “Stiamo lottando per far continuare a giocare queste ragazze – ci ha spiegato con fermezza – . All’inizio anch’io avevo qualche preconcetto nel far giocare mia figlia, ho cercato di indirizzarla su altri sport e ora mi pento di averlo fatto. Lei è sempre rimasta convinta della sua scelta e io, per scusarmi di non averci creduto fin da subito, farò di tutto perché continui a giocare. Il calcio è uno sport fantastico anche per le ragazze, le rende forti, coraggiose e determinate, basta guardare Rosanna, Morena e Ylenia per capire di cosa sto parlando”. Non complichiamo il loro sogno.


 

 

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