All’estero sono tutelate e contrattualizzate con stipendi che vanno dai 25 mila euro ai più di 200 mila euro l’anno più le sponsorizzazioni. In un parola sono professioniste. In Italia invece il calcio femminile è tutta un’altra storia lo hanno capito anche Le Iene di Mediaset che ieri hanno mandato in onda un servizio per analizzare meglio la situazione.

Nadia Toffa è andata a trovare il Mozzanica di bomber Valentina Giacinti. Il capocannoniere della serie A ha spiegato: “Gioco da quando avevo 6 anni, i miei genitori hanno visto che non andavo d’accordo con le bambole e hanno deciso di iscrivermi a calcio. Hanno seguito la mia passione senza pregiudizi, ero l’unica ragazzina ma non mi interessava quello che dicevano. Se mi piacerebbe diventasse la mia professione? Sì, ma qui in Italia siamo ancora indietro”. Poi la frase che mette in allarme la squadra bergamasca: “Se penso di andarmene? Ci ho pensato, vedremo a fine anno. Sono stata convocata da Cabrini e ho capito le differenze che ci sono all’estero, lì sono atlete professioniste e fanno solo quello nella vita”. Le fa eco il presidente del Mozzanica: “L’anno scorso Valentina è stata contattata dal Francoforte, squadra vincitrice della Women’s Champions League. Se ce la portano via? La salutiamo” spiega sorridendo amaramente. In Italia per mantenere una squadra di serie A ad alti livelli ci vogliono circa 250 mila euro l’anno e dalla Federazione gli aiuti non arrivano.

Anche Mister Nazzarena Grilli ha raccontato: “Siamo dilettanti, lavoriamo tutti. Io ho giocato nel Milan, nella Lazio ho girato tutta Italia e ho collezionato 30 presenze in Nazionale e più di 600 in A. Io comunque ho sempre lavorato. Perché per gli uomini è una professione? Dovete chiedere ad altri, ma avviene solo in Italia. Ho fatto degli stage all’estero ed è un altro mondo: che bello vedere quei campi, attrezzature. Ma la professionalità non è abbinata al denaro, è qualcosa che hai dentro. E’ la voglia di raggiungere qualcosa, è l’impresa”. E ancora: “Le donne hanno meno forza, non si vedranno mai lanci di diversi metri, si cerca quindi di adeguare tatticamente un gioco che si adegua alle nostre qualità. Il Brescia è la squadra più forte in Italia e ha perso sia l’anno scorso che quest’anno in Women’s Champions League. Se chi ha voglia di investire come il nostro presidente e quello del Brescia smette di farlo…”.

All’estero è tutta un’altra vita. Sara Gama del Brescia lo scorso anno giocava nel PSG e ha spiegato: “Qui in Francia ci sono strutture e nel calcio la Federazione investe. E’ uno spettacolo godibile, spesso anche i giocatori della squadra maschile come Thiago Silva  vengono a vederci ma è una cosa normale perché facciamo parte dello stesso club”.

 

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