Ivana Virgilio è una forza della natura. Da sempre è abituata a non arrendersi, a lottare sempre. E così ha fatto nell’ultima gara quando ha corso 80 km dopo un brutta caduta e lo stop consigliato dal medico. Una donna che ama lo sport, cabarbia e sempre desiderosa di alzare l’asticella.

Il suo racconto della gara

La mia prima LUT. 120K 5800 D+ . La odi, la ami, ti distrugge ma il giorno dopo, da zoppa nel vero senso della parola, pensi già all’anno prossimo – scrive sul suo profilo Instagram – Si, avete letto bene, DA ZOPPA. Correvo leggiadra e beata in un paesaggio mozzafiato ed indescrivibilmente emozionate quando, lasciando l’ex rifugio Auronzo, un volontario non fa nemmeno in tempo a dire “Occhio che c’è ghiaccio” che in 5 ci siamo ritrovati a terra. Dall’esterno la scena può sembrare effettivamente comica finchè non mi sono resa conto di essermi fatta male. E mica me ne sono accorta subito? Intendiamoci: la botta l’ho sentita eccome ma, vuoi l’adrenalina, vuoi la parte ancora calda, mi sono rimessa in piedi ed ho continuato la mia corsa. Mancavano ancora 80km ed avevo fretta 🙌🏼 Ignoro il dolore “Tanto adesso passa. Corri e non pensarci” e così ho fatto fino alla base vita di Cimabanche dove ho chiesto il ghiaccio. Un controllo più approfondito del medico al 95esimo sentenzia un tibiale fuori asse che ha sistemato con non poco dolore al momento, una brutta distorsione ed una sospetta frattura. Mi assumo le mie responsabilità e vado avanti. Gli ultimi 12 km di dolorosissima discesa per la mia caviglia li ho passati sotto una pioggia scrosciante, nel bosco, al buio dove non prendeva nemmeno il cellulare. “Corri Ivà ci manca solo che diventi pasto per lupi” e così ho fatto… fino alla fine
“SOGNATE, OSATE… ma non fermatevi MAI!”

Chi è Ivana Virgilio

Da bambina ho praticato diversi sport: dall’atletica agli scacchi, passando per il basket. A 20 anni scoprii un’ insana passione per gli sport da combattimento. Il ring rimase il mio ambiente per 7 anni dove mi divertivo con la boxe thailandese ed il K1.

Nel 2015 ho scoperto le Spartan Race e la corsa ed è stato subito amore. Da quel momento non ho mai smesso di gareggiare correndole in ogni parte del mondo. Nel 2018 un infortunio al bacino ed il relativo stop forzato hanno messo in discussione il proseguimento di questa grande storia d’amore ma soprattutto della corsa stessa.  Nei momenti di riabilitazione la corsa era un pensiero fisso: in quei momenti è nato il desiderio delle lunghe distanze. Il 1 settembre 2018 con una preparazione minima, causa infortunio, ho ugualmente partecipato alla mia prima ULTRA… “UN PASSO DOPO  L’ALTRO, dritto fino alla fine…!” Da qui l’amore per le lunghe distanze e la voglia di misurarmi in gare di corsa pura”.