Non si può parlare di Pilates senza raccontare qualcosa di colui che ne è stato la mente ed il corpo: Joseph Pilates (Mönchengladbach, 9 dicembre 1883 – New York, 9 ottobre 1967). Oggi la sua disciplina è conosciuta in tutto il mondo, seppure il panorama sportivo è ormai al collasso di istruttori improvvisati e poco formati, tanto da rischiare di perdere quelle che sono le migliaia di sfaccettature che si trovano all’interno di questo metodo, così vecchio  ma ancora oggi così all’avanguardia.

Pilates, il bambino rachitico che si è inventato un metodo

Questo perché la sua storia e la sua nascita  sono profondamente legate al cambiamento fisico e mentale  di un bambino, che passò dall’essere un’asmatico, rachitico, con frequenti febbri reumatiche, all’uomo che fu chiamato per posare per la realizzazione di carte anatomiche del corpo umano. Un bambino che cercó nei libri di anatomia e nei movimenti degli animali nel bosco, un modo per autocurarsi e che da adulto divenne campione di box, uno sciatore e un circense che ebbe bella fama nell’Inghilterra dei primi del novecento.Il suo metodo è creato per sviluppare forza e controllo, non solo nel corpo ma anche nella mente di ogni allievo, è come se lo stesso Pilates avesse fortemente desiderato per gli altri, quel che aveva ottenuto per sé stesso ed è per questo che a distanza di un secolo il suo metodo risulta ancora così innovativo.

Il centro del corpo

Che sia a corpo libero sul Mat o  sulle grandi macchine, che utilizzano delle molle come carico, gli esercizi si sviluppano per rinforzare prima di tutto  il centro del corpo, la sua Power House, per creare un corsetto forte che faccia da sostegno alla colonna vertebrale e poi flessibilità, controllo, un lavoro sulle gambe e sulle  braccia molto intenso che sviluppa la muscolatura uniformemente, correggendo la postura e ripristinando la vitalità ed è in questo modo che, come dice lo stesso Jo :“si rinvigorisce la mente e si eleva lo spirito“.