Federica Brignone, a causa dell’annullamento delle ultime prove in Svezia, ieri è diventa campione del mondo di sci. “Cari italiani io ho vinto la mia sfida nello sport! Assieme vinceremo questa difficilissima sfida contro il coronavirus”. Inizia con parole la lettera, affidata all’Ansa, della sciatrice felicissima per la grande vittoria ma al tempo stessa molto preoccupata per quanto sta accadendo.
Federica in queste ore è al settimo cielo ma al tempo stessa confusa. Non si aspettava un epilogo di questo genere ed è anche per questo che ha aspettato 24 ore per esprimere i suoi pensieri.

“Vincere la Coppa generale era un sogno”

Vincere la Coppa generale era un sogno, il mio sogno più grande. Come molti altri atleti dello sci ho sempre pensato che una Coppa del Mondo abbia più valore di una medaglia mondiale o olimpica, perché premia la costanza, la bravura lungo un’intera stagione e non in un’unica giornata. Il mio vero obiettivo è sempre stata la coppa di gigante, ma in questi giorni, nelle ultime tre gare, avrei dato tutta me stessa anche in parallelo e in slalom per provare a conquistare quella assoluta

“Avrei voluto festeggiare”

“Ho fatto 25 gare su 30 in questa stagione – racconta – più o meno quelle che si fanno negli inverni dei grandi eventi, non credo quindi si possa parlare di coppa dimezzata. Ho fatto il record di punti con una media altissima in sei discipline e sono finita fra le prime tre in sei classifiche: la generale, il gigante, la combinata, il superG, la discesa e il parallelo. Più di così… Il rammarico davvero grande, dice Brignone, “è di non aver potuto essere premiata con le coppe, nessuno mi ha detto nulla in merito, non so dove siano e quando ce le daranno. Avrei tanto voluto tenere in mano la sfera di cristallo, alzarla al cielo come ho visto fare da tanti sognando il mio momento. Avrei voluto festeggiare sul podio con tutta la mia squadra, abbiamo anche vinto la coppa per nazioni femminile, siamo state grandi”.

Sull’annullamento e sul Mikhaela Shiffrin

“Non penso che abbia favorito me e sfavorito qualcun altro, anzi, io avrei voluto fare ancora tutte le prove in programma.  Shiffrin? “Io non ho colpe. Di certo non potevamo fermarci perché mancava lei, spiace tantissimo per quello che le è successo, ma anche quando si infortuna qualcuno si deve andare avanti. Sono stata molto contenta alla notizia del suo rientro e mi spiace non aver potuto sfidarla di nuovo in pista”.

I ringraziamenti

Comincio dalla mia famiglia, che mi ha insegnato a vivere e non mi ha mai spinto a essere quella che sono. Davide, mio fratello, è stato fondamentale, credo fosse il solo, da sempre, a credere che io potessi vincere la coppa del mondo. E poi la squadra, che comprende le compagne, gli uomini del mio gruppo senza dimenticare le persone che lavorano per me con passione e dedizione dietro le quinte: Giulia e Daniela Mancini, Federico Colli, Gianmarco Ideo, Roberto Greco, Valeria Dalla Libera. Senza tutti loro non avrei vinto nulla. E poi Sbarde (Mauro Sbardellotto), il mio insostituibile skiman, che con altre atlete, e in particolare Deborah Compagnoni, aveva già vinto tutto in carriera, ma non una coppa del mondo assoluta! Ringrazio poi la Federazione, l’Arma dei Carabinieri, il Coni e gli sponsor senza i quali non avrei potuto lavorare come ho fatto. E infine grazie ai miei tifosi, al mio fan club fantastico. Spero di poter presto festeggiare anche con loro questa stagione, spero di vedere e toccare presto le mie coppe”.

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