Contro la Thailandia, la Nazionale di calcio femminile della Palestina ha perso 6 a 0 ma il risultato, questa volta, non conta davvero nulla. Le calciatrici palestinesi infatti hanno giocato insieme per la prima volta nel girone di qualificazione per la Coppa d’Asia 2018, avendo avuto soltanto 20 giorni per conoscersi e fare gruppo.

Il sito rds.it, riporta le parole di Claudie Salameh, capitano della Nazionale: “Giocare a calcio in Palestina è una grande sfida per le donne. E’ una sfida partecipare agli incontri internazionali ed è anche una sfida per il nostro paese, il calcio femminile non è ben visto. In Palestina è considerato uno sport maschile”.

Il presidente della Federazione palestinese di calcio Jibril Rajoub ha spiegato: “Lavoriamo per includere tutto, dalla creazione di un sistema organizzato, in particolare la formazione delle giocatrici e delle allenatrici, all’applicazione delle regole e all’organizzazione di un club per le donne, che rappresenti la metà della società per permettere loro di partecipare a questa rivoluzione sportiva”.

Hanadi Nasser Eddine, incaricata del calcio femminile presso la Federazione palestinese: “Sviluppiamo il calcio femminile in Palestina nonostante le condizioni. Ci sono molti ostacoli come le tradizioni. E le ragazze che giocano a calcio smettono di giocare dopo essersi sposate”.

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