L’Eroica del 2021, l’edizione della rinascita, si è chiusa con numeri importanti e una nuova formula declinata su due giornate. Alle prime luci dell’alba dello scorso fine settimana, degli 8690 iscritti si sono presentati in 7283, distribuiti nei 2 percorsi del sabato e nei 3 della domenica. Il 2 ottobre, 3059 ciclisti hanno affrontato il percorso “Lungo” di 209 chilometri e il percorso “Medio Crete Senesi” di 135 chilometri, mentre il 3 ottobre 4224 si sono cimentati con il percorso “Cento – Val D’Arbia” di 106 chilometri, il “Corto – Gallo Nero” di 81 chilometri e la passeggiata “Valle del Chianti” di 46 chilometri.

Le 1000 eroiche della XXIV edizione

Più di mille le Eroiche, in sella alle bici d’epoca costruite prima del 1987, che hanno affrontato discese e salite del territorio compreso tra la Val d’Orcia e le Crete Senesi: hanno ballato, fin dalle prime luci dell’alba, alle pendici del Castello di Brolio e sono tornate a Casa Eroica stanche ma con il sorriso sulle labbra e la felicità incisa sul cuore.

L’Eroica è diventato un movimento imponente, una moltitudine di persone “di rara umanità” come ama citare il suo fondatore, Giancarlo Brocci, che ha atteso al traguardo il suo popolo nella sua Gaiole, un piccolo centro di 2700 anime dove 25 anni fa nacque quella che è diventata una festa di Natale e che in questi due giorni ha accolto 16000 tra partecipanti, addetti ai lavori e appassionati del ciclismo epico.

Michele Pescini, il giovane sindaco di questo paese, incastonato come una rara perla di bellezza nel cuore del Chianti, ha espresso la sua felicità nel sentirsi il primo cittadino di un luogo che in questi giorni di festa diventa “grande” sia per numero di persone accolte, sia per l’importanza che la manifestazione, giunta alla sua XXIV edizione, regala al territorio.

La famiglia, il popolo e l’interpretazione dell’Inno di Mameli

Uno dei valori che l’Eroica è stata in grado di diffondere è quello della famiglia. Un’entità che non ha sempre connessioni di parentela se non quella dettata dalla condivisione d’intenti, dalla fratellanza diffusa che non termina con la fine dell’appuntamento a Gaiole ma che si diffonde per tutto l’anno, tenendo tutti uniti gli uni agli altri, in attesa del ritorno a Casa.

Ma di famiglie, di donne e mamme in grado di imprimere un esempio nei propri figli, l’Eroica è piena. Durante questa edizione abbiamo conosciuto la famiglia Cascioli con papà Luciano, mamma Marina e il piccolo Francesco, già in vesti di giovane Eroico, a soli 6 anni in sella alla sua piccola Bianchi. Luciano Cascioli e Marina Castagnari, maestri di musica ed eroici di lungo corso, durante gli eventi del venerdì nell’Auditorium ci hanno fatto sognare e commuovere mentre hanno suonato e spiegato il vero significato dell’Inno di Mameli, un pezzo costruito come un’opera lirica ed esempio di Inno del Popolo.

Mi sono fermata a chiacchierare con loro alla fine di quella che non chiamerei una vera e propria esibizione ma una lezione illuminante. L’Inno di Mameli, scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, è uno strumento motivazionale potentissimo che, se realmente compreso, assumerebbe un valore nuovo nel momento in cui venisse “recitato”. Già perché si tratta di recitare e non solo cantare quella piccola fila di espressioni verbali importantissime, donate al popolo da Mameli affinché si svegliasse dal torpore e riconquistasse tutta la sua grandezza.

Mamma Marina e papà Luciano che si sono cimentati sul percorso da 135 chilometri nella giornata di sabato 2 ottobre, hanno regalato questo esempio non solo al piccolo Francesco ma a tutti i figli, fratelli e sorelle dell’Eroica di Gaiole, offrendo un’interpretazione di incredibile potenza a quel motivo che troppo spesso cantiamo senza comprenderne realmente il significato.

Salvare Haiti pedalando sulle strade bianche

E se parliamo di famiglia, non possiamo non citare Alberto Sarrantonio e sua moglie Carlotta, genitori di Daina, una meravigliosa bimba che ha aperto loro il cuore e vi ha posto dentro il seme della gratitudine per tanto amore ricevuto, tale da poter restituire a quel popolo lontano tutto l’aiuto possibile.

“Quando abbiamo incontrato Daina per la prima volta, abbiamo trascorso con lei tre settimane e siamo stati travolti dalla condizione di Haiti, terra di uragani e terremoti dove tanti bambini restano orfani e vengono abbandonati a loro stessi: li chiamano “restavek”, bambini senza futuro e spesso sono costretti alla schiavitù”. 

Alberto, fotografo professionista, è un papà Eroico non solo perché ha portato a termine il percorso Lungo di 209 chilometri, ma perché, proprio con quest’ultima lunga pedalata, ha centrato l’obiettivo degli 8000 chilometri del progetto “Pedala con Alberto”. L’iniziativa si poneva l’obiettivo di percorrere idealmente il tragitto da Firenze, dove Alberto, Carlotta e Daina vivono, fino a Haiti e per ogni chilometro percorso donare 25 centesimi alla fondazione Ayiti Cheri Italia Onlus, creata per sensibilizzare e portare aiuto a quel paese e a tutti i bimbi abbandonati che vivono a Haiti. Alberto ha coinvolto tanti altri Eroici come lui e la soddisfazione più grande è stata quella di alzare le braccia al cielo, felice di aver completato questo lungo seppur ideale viaggio verso la terra della piccola Daina e dei suoi fratelli che non sono stati così fortunati come lei.

Mentre Alberto pedalava ho attraversato le strade bianche, dalle impervie Sante Marie alla discesa che porta al Leccione, luogo dal quale ammirare uno dei rari paesaggi della campagna toscana, incontrando, sui bordi dei percorsi, numerose famiglie che si erano attrezzate per offrire dolci e vino al passaggio dei ciclisti, quasi a voler dare il benvenuto in uno dei posti ormai più conosciuti in tutto il globo.

Non era mai successo.

L’evento sportivo, le persone che vengono qui a pedalare da ogni punto del pianeta, stanno contaminando un territorio intero e chissà, forse un giorno, sarà studiato come modello per restituire umanità al mondo.

(La foto di copertina è di Giordano Cioli e le foto del servizio sono state scattate da Guido Rubino durante l’ultima edizione de L’Eroica di Gaiole in Chianti)