Jawahir Roble, è la prima ragazza nera, musulmana, col velo, diventata arbitro superiore, in Gran Bretagna. Ora il suo sogno più grande è quello di raggiungere i massimi livelli di arbitraggio, dalla Premier League femminile fino alla Uefa Champions League e ai Mondiali Fifa.
Una storia incredibile quella di Jawahir piccola e minuta ragazza di 23 anni con una grandissima forza di volontà.
Una storia cominciata a Mogadiscio, dalla quale Jawahir scappò con i genitori e otto fratelli in piena guerra civile, nel 2004, ottenendo lo status di rifugiato in Gran Bretagna. Stabilitasi nel quartier di Londra vicino al mitico stadio di Wembley la giovane voleva studiare ma al tempo stesso giocare a calcio come già faceva sotto le bombe in Somalia. Così ha iniziato per strada e nei campetti della zona fino a cimentarsi nel ruolo di allenatrice per alcune squadre delle scuole combattendo ogni giorno contro battute, occhiatacce e sguardi poco rassicuranti di molti genitori.
 Di qui la decisione  di formarsi in modo professionale per ottenere dalla federazione la qualifica di “refree”, un arbitro superiore al quale i giocatori possono far ricorso se si ritengono danneggiati dall’arbitro di un singolo incontro. Ora ha già raggiunto il sesto livello di qualifica.
Jawahir è stata la ‘refereè ai giochi femminili dell’università pubblica londinese, la City University, dove studia scienze informatiche. Arbitra partite maschili amatoriali a 11, impegno per il quale viaggia spesso e viene remunerata ogni volta circa 40 euro. Lei si diverte e al tempo stesso è felice perché sta dimostrando a tutti che nessun sogno è proibito quando c’è passione e forza di volontà. E siccome i sogni non si possono fermare ora lei ne insegue un altro, ennesimo: quello di fare carriera e dimostrare a tutti che una ragazza minuta, di colore e con il velo può arbitrare a grandi livelli. Buona fortuna Jawahir!

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