Alle prossime Olimpiadi di Tokyo le atlete mamme potranno allattare. Il CIO ha preso una decisione storica che per molti dovrebbe essere scontata e banale a che invece non lo è.

Dato che i Giochi di Tokyo 2020 si svolgeranno durante una pandemia” – si legge nel comunicato –dobbiamo purtroppo rifiutare di consentire ai familiari degli atleti o ad altri accompagnatori di venire ai Giochi. Tuttavia, dopo un’attenta considerazione della situazione unica che devono affrontare le atlete con bambini in allattamento, siamo lieti di confermare che, quando necessario, i bambini potranno accompagnare le atlete in Giappone.
Il comitato ha anche specificato che ci saranno “alloggi privati” e che i bambini non saranno ammessi nel Villaggio Olimpico o Paralimpico, riservato solo ad atleti e squadre approvate ma ha aggiunto che he le atlete olimpiche potranno “portare un custode o un partner per aiutarle”.

Una battaglia iniziata anni fa

Nel mondo sportivo la battaglia per ottenere diritti elementari è in atto da tempo. L’ultima atleta ad alzare la voce era stata cestista canadese Kim Gaucher, che a 37 anni non voleva trascorrere un mese intero lontana dalla propria piccola (Sophie ha tra mesi). 

Qualche tempo fa aveva fatto il giro del mondo l’immagine bellissima e intima allo stesso tempo della cestista  argentina Antonella González, mentre  sollevava la maglietta della squadra di basket e allattava sua figlia, Madeleine di 11 mesi. “Non capisco questa meraviglia – aveva detto la ragazza – sto facendo la cosa più naturale del mondo“.
Nello sport tante atlete sono diventate mamme continuando poi a fare attività e a vincere. Sono esempi pazzeschi che davvero rendono l’idea della forza delle donne.  CLICCA QUI