Calcio

L’arbitro è donna: 14enne si abbassa i pantaloncini e molti genitori la insultano. Che vergogna!

Gli insulti per tutta la partita da parte di un gruppo dei genitori e poi quello gravissimo di un ragazzino che si è addirittura abbassato i calzoncini con tono derisorio. Giulia Nicastro, ventiduenne con una quarantina di partite sulle spalle, sul campo della Gazzera a Mestre nel torneo Sottana per Giovanissimi tra Treporti e Milanese ha dovuto subire tutto questo.
Al momento dell’esecuzione di un calcio d’angolo il ragazzino si è abbassato i pantaloncini in mezzo al campo sfidando apertamente l’arbitro: “Vediamo se hai il coraggio di espellermi oppure...” e qui l’invito a pratiche sessuali. Immediato il rosso per il ragazzino, cosa che ha fatto crescere ancor di più i toni dei genitori-ultras del Preporti che per tutta la gara l’avevano già offesa invitandola più volte a dedicarsi al “mestiere più antico del mondo”.
La ragazza è assistita psicologicamente e aiutata a superare il difficile momento dalla sezione Aia di Venezia, mentre la vicenda è finita sul tavolo del giudice sportivo e alla Federcalcio, che ha inviato al Giudice Regionale gli atti per provvedimenti contro il ragazzino.
Incontentabile il gesto del ragazzino ma forse ancora più grave quello degli adulti sugli spalti. A fine gara perfino uno dei giovanissimi della Miranese si è diretto verso il settore occupato dai genitori avversari, rimproverandoli per il comportamento incivile.
Quello di Mestre non è che l’ultimo di una serie di episodi che vedono le donne al centro di insulti sessisti su terreni da gioco. Come non ricordare quella telecronaca del giornalista Sergio Vessicchio (LEGGI QUI) oppure quel giovane squalificato per gravi insulti (LEGGI QUI)

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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