Doveva essere la prima donna afgana a partecipare alle Paraolimpiadi. Ma il sogno di Zakia Khudadadi è svanito proprio sul più bello. Ma ora la ragazza rischia anche la morte.
Zakia, disabile dalla nascita, è una ragazza di 23 anni da sempre appassionata di taekwondo, la sua specialità. Per andare in Giappione si è allenata per anni e anni, tra difficoltà di ogni tipo.
Era tutto pronto: Zakia e Hossein Rasouli, discobolo paraolimpico senza il braccio sinistro, perso per lo scoppio di una mina, dovevano essere imbarcati sull’aereo per Tokyo, ma la situazione è precipitata negli ultimi giorni in maniera repentina e violenta.
Ho ancora fiducia, vi prego: aiutatemi a partecipare. Ho lottato 5 anni per arrivare dove sono. Non lasciate che i talebani mi tolgano i diritti fondamentali” faceva sapere ancora ieri attraverso il capo delegazione del comitato paralimpico afgano Arian Sadiqi.
Ma la presa di Kabul, da parte talebana, ha impedito la partenza fissata per lunedì scorso. La gente cercava di scappare dal Paese, gli aeroporti sono stati presi d’assalto da migliaia di persone. Il comitato afgano ha cercato una soluzione aerea, anche dispendiosa, ma invano. La partecipazione olimpica è stata annullata.

L’appello disperato di Zakia


La mia famiglia e’ in una situazione molto brutta. Siamo tutti sotto il controllo dei talebani e questo è un grande incubo. Tutte le mie foto e i miei video sono trasmessi nel mondo virtuale e sto aspettando che succeda qualcosa a me e alla mia famiglia in qualsiasi momento. Questo e’ l’apice della paura e del panico“. Zakia Khudadadi ha lanciato questo appello via Ansa
«Ora le vite delle donne afgane sono in pericolo. Devo dire loro di tacere e scomparire» ha raccontato, al Washington Post, Khalida Popal capitana della nazionale di calcio femminile, da diversi anni costretta all’esilio in Europa.