Giulia Viacava, genovese, azzurra del Setterosa e giocatrice dell’Orizzonte Catania, in queste settimane sconvolte dalla pandemia del coronovirus, ha deciso di mettersi a disposizione dell’Rsa Città di Genova, una casa di riposo per anziani, nel quartiere di Quinto.
Ho fatto due settimane in casa a fare niente, rendendomi conto di essere inutile con una laurea in scienze infermieristiche in tasca – commenta  – così tramite la Croce Rossa ho iniziato ad informarmi. Ho avuto diversi contatti e alla fine ho deciso di andare in una Rsa di Genova. Ci sono volte in cui ‘smonto’ alle 14 e, dopo qualche ora, sono nuovamente al fianco dei malati. In questo momento non è facile essere ottimisti perché, se si continuano a guardare i dati, il numero dei decessi è sempre altissimo. Per fortuna, se così possiamo dire, da noi ci sono molte persone ricoverate da tantissimo tempo, che nemmeno si sono rese conto di cosa sia questo virus. Non ne sanno niente, non se ne rendono conto“.
Giulia Viacava è passata dalla piscina ai turni di 17 ore con camice e mascherina. «La pallanuoto è uno sport duro ma che ti insegna tanto, anche a soffrire. Il fatto di essere allenata, anche di testa, mi permette forse di sentire un po’ meno la fatica. L’unico problema sono le mie gambe, non sempre ce la fanno. La cosa che mi sta segnando di più? Vedere persone morire senza nessuno vicino, ti si stringe il cuore, ti fa capire tante cose. E’ disumano“.
Il futuro? “Vivo alla giornata, non faccio calcoli. Fino a quando ci sarà l’emergenza io sarò qui, tornerò ad allenarmi appena ci sarà il via libera. Chissà se il campionato riprenderà oppure no, al momento penso solo al mio lavoro e a questo dramma. Volevo ringraziare a tutte le campagne di squadra e i componenti della società, le loro telefonate e i loro messaggi mi fanno andare al lavoro con una sorriso in più”.

 

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