Siamo finalmente a tu per tu e, che dire, non so nemmeno da dove iniziare.
Chi l’avrebbe mai detto che quella bambina, definita da molti “troppo piccola”, avrebbe potuto togliersi certe soddisfazioni. Credo che nello sport, soprattutto nel calcio, non bisognerebbe mai sentirsi arrivati, ma imporsi sempre nuovi obiettivi, per non perdere la voglia, la passione e la cattiveria agonistica. E così stai facendo tu.
Ricordo ancora il tuo primo allenamento: eri così timida e ansiosa, non sapevi neanche cosa dire o cosa fare, ma appena hai preso il pallone tra i piedi, ti sei sentita subito a casa. I primi tempi sono stati difficili, ma si sa, i maschi sanno integrarti molto bene e così in un batter d’occhio sono passati cinque anni. Separarsi da quella squadra non è stato semplice, ma sapevi che prima o poi il momento sarebbe arrivato.
Perciò con forza e coraggio hai intrapreso una nuova sfida: la Jesina, squadra femminile che militava in serie B. Lì hai passato anni veramente fantastici, hai trovato una squadra sempre pronta ad aiutarti, dirigenti sempre disposti a dirti qualcosa di dolce e sei sempre stata trattata come una figlioccia. A Jesi ti hanno fatta crescere sia come persona che come giocatrice e per questo dovrai essere sempre grata alle tue compagne e a tutta la società. Nel 2015 avete conquistato il campionato di serie B e siete approdate in serie A. Era tutto cosi nuovo, cosi emozionante e così spaventoso. E ti ricordi quanta paura avevi di non essere all’altezza? E quante le volte che hai guardato una partita dalla tribuna per i mille infortuni muscolari, che sembravano non avere una fine…

Il campionato purtroppo non iniziò bene e finì ancora peggio, con la retrocessione. Nonostante questo, sai di aver imparato molto dalla scorsa stagione e le sconfitte ti hanno dato carica e voglia di riscattarti. E’ per questo che hai deciso di venire qui a Tavagnacco. Ovviamente speri in un campionato migliore rispetto a quello concluso a Maggio e farai di tutto per dare il meglio di te e per rendere questa stagione speciale. Essere venuta qua con Elisa (Polli) rende tutto molto più semplice, perché riuscite a sostenervi l’un l’altra, ma per fortuna anche le altre ragazze della squadra ci mettono molto del loro per darti una mano, fuori dal campo e soprattutto dentro: sono sempre pronte a correggerti o a darti consigli in modo tale da farti crescere e migliorare.

Poi sta settimana è arrivata la convocazione in U19, e solo tu sai quanto ne sei stata contenta. Era un’ottima occasione per dimostrare che eri pronta. Ma maledetti questi piccoli infortuni che ti danno il tormento e non ti lasciano proseguire gli allenamenti in modo costante. Non parteciperai alla fase di qualificazione, tornerai a casa con la rabbia di non aver potuto approfittare fino in fondo di questa opportunità. Ma ora devi rimboccarti le maniche, pensare a recuperare fisicamente e iniziare a concentrarti per il prossimo appuntamento di campionato con il Brescia. E poi chissà, con un po’ di ottimismo, potrebbe passare un altro treno, e questa volta non tarderai ad essere davvero pronta.