Atletica

L’incredibile storia di Betty Robinson, la donna olimpionica che visse due volte

Fino ai Giochi ospitati ad Amsterdam 1928, l’atletica leggera rimase una cosa”‘da maschi”: tutto cambiò il 31 luglio del 1928 (ieri era l’anniversario), esattamente 91 anni fa, quando si svolsero le prime gare riservate alle donne. Prima gara in programma dell’atletica femminile furono i 100 metri, vinti dalla statunitense Betty Robinson con il tempo di 12”. Per questa prestazione detenne il record mondiale fino al 1932. Ma per colpa di una serie di false partenze non riesce ad essere la prima donna in assoluto a conquistare il successo alla rassegna a cinque cerchi, preceduta dalla polacca Halina Konopacka, che si aggiudica il titolo nel lancio del disco.
Betty era approdata all’atletica quasi per caso, essendo stata notata dal suo insegnante di biologia mentre correva per prendere un treno. Il maestro le fece fare test cronometrico addirittura nel corridoio della scuola, prima di iscriverla ad una serie di gare sempre più difficili.
Per la prima finale di velocità piana della storia olimpica in campo femminile in programma il 31 luglio si schierano le tedesche Helen Schmidt ed Erna Sternberg e tre canadesi, capaci di dare scandalo, per la morale del tempo, abbracciandosi e baciandosi prima dell’avvio della gara per caricarsi.
Dopo ben sette partenze false Robinson vince la sfida con il tempo di 12”2 precedendo la coppia canadese formata da Rosenfeld e Smith.
Ma la storia di Betty Robinson ha davvero dell’incredibile. Tre anni dopo le Olimpiadi , cadde con l’aereo biposto del cugino, e fu data per morta. Finì in obitorio, ma lì fu riconosciuta viva e “solo” in coma. In pochi le davano speranze di vita ma con il passare del tempo si riprese.

Nell’incidente, Betty si era rotta la gamba e le articolazioni del ginocchio. Un dramma irrisolvibile vista la medicina dell’epoca. Ma Betty voleva correre. Non poteva piegarsi per la partenza, ma una chance le rimaneva: la staffetta, dove poteva prendere il cambio in piedi.
E nel 1936, a Berlino, Betty vinse l’oro nella staffetta, approfittando dell’errore al cambio delle favorite tedesche. Probabilmente il suo fu il primo oro paralimpico, ma ancora non lo si sapeva…
Si ritirò dalle competizioni poco dopo le Olimpiadi del 1936. Rimase comunque nell’ambiente come giudice di gara.Il 1º dicembre 1939 si sposò con Richard Schwartz, un tappezziere dell’Illinois. La coppia ebbe un figlio ed una figlia. Morì a Denver il 18 maggio 1999, ad 87 anni d’età.

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