Lo sport, nella fattispecie il rugby, può entrare nella vita di una donna nei modi e con i tempi più curiosi ed imprevisti. È quello che è successo alle ragazze e alle mamme che, a Recco, si sono avvicinate alla palla ovale iniziando a frequentare il campo Carlo Androne, “casa” della Pro Recco Rugby, chi per puro caso, chi accompagnando i propri figli ad allenamenti e partite.
Aspetta la fine dell’allenamento una volta, aspetta il bambino che esce dallo spogliatoio due volte, vai al campo a tifare tre volte, parla con le altre mamme, guarda i piccoli in campo, fai due chiacchiere con gli “old” delle Orche, la squadra recchelina Over35, ed ecco che inizia ad affacciarsi nella tua mente la voglia di provare a fare anche tu due tiri con la palla ovale, magari insieme alle altre mamme.
Sono nate così le Orchi…Dee, donne che sono diventate una squadra. Il loro nome viene dall’accostamento con le Orche, che da subito le hanno accolte e incoraggiate e, solo per puro caso, richiama immediatamente anche il celebre fiore esotico. Il logo della Pro Recco Rugby è uno squalo e le varie squadre della società sono connotate da variazioni sul tema: Squali, Squaletti, Squalettini, Orche e, appunto, Orchi…Dee.
Ma chi sono queste Orchi…Dee, che hanno creato anche un loro graziosissimo logo?
Sono donne, ragazze, mamme, che sono diventate amiche e sono diventate una squadra, sfidando paure, impegni, battute, sorrisetti ironici e fatica.
Nelle parole che hanno scelto per presentarsi e parlare di come si sono incontrate, osservate e piaciute e di come si sono buttate in questa magnifica avventura umana e sportiva si legge tutto quello che può essere lo sport, quello che è il rugby e quello che sanno essere le Donne.
Alessandra, mamma di un bambino di 11 anni che gioca a rugby: “Il primo incontro con la palla ovale è avvenuto seguendo mio figlio ed è subito nato un vero amore, non solo per il rugby ma anche per la squadra. Sudore, passione, rispetto e sostegno sono i punti chiave che uniscono noi Orchi…dee in questo sport, che è maledettamente bello!》
Debora, 35 anni, mamma di un piccolo rugger di 10: 《Ho cominciato a giocare con le Orchi…Dee due anni fa e, nonostante fossimo poche, siamo riuscite a portare a casa dei buoni risultati. In ogni caso, il risultato più grande è aver creato una seconda famiglia grazie alle splendide persone che fanno parte di questa squadra. Ogni volta che chiedo a qualche amica di venire a provare mi chiede se sono pazza ma, se è vero che ci si può far male, la gioia che si prova quando si riesce a fare un passaggio, una meta o un placcaggio non ha prezzo e ti dà una sicurezza ed una forza che non sapevi di avere”.
Cinzia, 48 anni, mamma di uno Squaletto di 9 e veterana del gruppo nato per gioco tre anni fa: “Ho iniziato per capire meglio le regole del gioco e seguire mio figlio, salvo scoprire sulla mia pelle la passione per questo sport. Visto da fuori non è mai come giocarlo: il rugby è squadra, è divertimento, è finire ogni allenamento e ogni partita con l’abbraccio di cuore di chi ha giocato con te e contro di te”.
Laura, 42 anni e tre figli: “La mia avventura nel mondo del rugby inizia nel lontano 2000 e, dopo mille avventure ovali, approdo al Carlo Androne di Recco un paio di anni fa, con un figlio in U8 e uno in U10. Entro in un mondo diverso da quello lasciato nel 2004 e mi porto un “ingombrante ” bagaglio personale, ma un  gruppetto di mamme stimola il mio interesse e la mia curiosità e, poco dopo, scopro che queste donne, armate di follia, divertimento, entusiasmo, simpatia e amicizia, hanno progetti piuttosto ambiziosi: creare la squadra femminile! Così, il mio sogno, un progetto nemmeno troppo segreto, si ripresenta prepotentemente davanti a me… Le seguo divertita ma distaccata, poi iniziamo ad entrare in confidenza e.. le Orchi…Dee mi vogliono con loro! Così, a novembre 2019 inizia la mia nuova avventura fatta di Amicizia, Sostegno, Rispetto, Fiducia, Serenità, Allegria, Condivisione e terzi tempi: in breve, comincia la mia nuova avventura, in una Squadra formata da super donne e mamme e guidata da un super coach che crede nel rugby femminile come ci ho sempre creduto io!“.
Giulia, 29 anni, fa la farmacista: “Una bella scoperta nata per caso, visto che si può davvero dire che passavo di lì e subito tutte le ragazze mi hanno incoraggiata a provare: così ho scoperto che il rugby è divertentissimo! Il coach ci allena con grande dedizione e la palla ovale mi ha conquistata!”.


Giulia, 26 anni e mamma di un piccolo rugbista di 10: “Entrambi ci siamo avvicinati al rugby l’anno scorso, alla ricerca di uno sport pieno di energia, ma abbiamo trovato anche molto altro: lui si è ambientato subito e io, dopo qualche chiacchierata con un paio di mamme, mi sono ritrovata un invito a giocare in una squadra decisamente insolita! Il primo allenamento ha acceso in me una passione che non pensavo di avere: mi sono trovata catapultata su un campo dove sentirci tutte in compagnia, darci sostegno, sfogo, imparare a capirci nonostante le differenze tra noi. In ogni discorso o sgridata del coach si sente la passione che cerca di trasmetterci, l’impegno nel voler costruire una squadra, e questo appuntamento settimanale è diventato indispensabile“.
Michela, 45 anni è mamma di due figli di 14 e 11 anni: “Le vedevo allenarsi in campo tornando dal lavoro e ho subito pensato che fossero l’essenza della bellezza, della forza e del coraggio, guidate da un uomo alto, autoritario, preparato e con un accento strano…! Ho provato e ora sono qui a rubare alla vita quanto avevo perso: passione, forza interiore, sicurezza in me stessa e, soprattutto, quella sensazione così bella e avvolgente che è il senso di appartenenza. Tutto questo nel mondo del rugby, che ha tantissimo da dare“.
E poi c’è Marika 38 anni, tre figli: “Tre anni fa, vedendo i bambini giocare a minirugby, abbiamo deciso di provarci anche noi: ci dissero che i tentativi precedenti erano sempre falliti, siamo state anche derise, ci è stato detto che il rugby non è uno sport da donne, ma ci siamo messe d’impegno, dimostrando che potevamo farcela e, anche se eravamo poche, ognuna con i suoi “casini”, ci abbiamo creduto. Qualcuno al campo ci ha dato qualche dritta, finché non è arrivato Claudio, che ha creduto nelle nostre capacità e nel nostro impegno. Abbiamo lavorato tutte insieme per studiare il nostro nome e il nostro logo, cerchiamo sempre di convincere altre mamme ad entrare in squadra e il coach ce la mette tutta per insegnarci a non farci male ed un po’ di regole del rugby. Nella prima partita che abbiamo giocato ci siamo unite ad un’altra squadra ma poi siamo riuscite a presentarci dada sole: il vero esordio, un obiettivo raggiunto! Noi donne possiamo tutto e io devo ringraziare tutte le mie compagne e il coach, che sono diventati una vera famiglia“.

Monica, 20 anni: 《 Ho iniziato a giocare a rugby il 13 aprile del 2017, un’esperienza iniziata per curiosità che è diventata una vera passione》.
Giulia, 31 anni, durante il giorno fa l’insegnante: “Gioco a rugby da undici anni: vari campionati, tornei, compagne vecchie e nuove e, quando credevo che non sarei più riuscita ad allenarmi perchè lontana dalla società in cui giocavo, ho trovato questo nuovo gruppo: le Orchi…Dee. Mi sono trovata immersa in un gruppo di donne e mamme con una grinta impressionante e tanta tanta voglia di divertirsi, con un coach che ha sempre creduto in noi e a cui si devono tanti bellissimi risultati! Mi sono sentita accolta dal primo momento e con loro ho condiviso, e sono certa continuerò a condividere, momenti di vita sul campo e fuori》.
Chiara, 41 anni, responsabile amministrativa, ha tre figli: 《Il mio per il rugby era un amore nato da ragazzina ma rimasto inespresso per mancanza di opportunità sul territorio ma, dopo tanti anni, ci siamo ritrovati grazie a mio figlio Giacomo che ha iniziato a giocare. Bastano due chiacchiere e scopro che anche altre mamme hanno la mia stessa passione e allora proviamoci! Nessuno ci credeva a parte noi, i ragazzi non capivano “l’invasione di campo” ma, poi, qualcuno ha iniziato a capire che non stavamo scherzando e allora hanno iniziato ad aiutarci e a spiegarci cosa bisognava fare, a partire dall’ABC. Ci vuole tanta pazienza con un gruppo di donne, ma il nostro coach Claudio ci ha accolte, ha creduto nel nostro progetto, ci ha preso sotto la sua ala e ci ha sempre tenuto testa, con passione e dedizione. Il rugby per me è contatto, passione, condivisione, rispetto e disciplina senza età》.
Francesca, 54 anni, mamma di due figli di 10 e 15 anni: 《Tutto è cominciato per gioco lo scorso anno, per far superare a mio figlio l’idea di fare un nuovo sport: ho pensato che con una mamma che giocava non avrebbe mai smesso. Invece è finita che lui ha smesso e io ho scoperto un mondo fantastico, delle compagne meravigliose ed un coach unico! La mia scommessa è quella di durare ancora qualche anno!
Queste donne ricordano a tutti la vera essenza dell’attività sportiva e quanta importanza può avere nella vita di chiunque e fanno capire, ancora una volta, che una donna motivata può riuscire a fare tutto, a qualsiasi età.
Siete forti ragazze!

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