Calcio

Calcio/Manuela Giugliano:”Ragazze credete nel vostro sogno. Fidanzato? È il pallone. Vogliamo la parità con gli uomini”

Fonte:AS Roma

La Roma, la Nazionale, i sacrifici, il presente e il futuro del calcio femminile italiano. Manuela Giugliano, giocatrice della Roma Femminile, intervenuta ai microfoni di Radio Rai ha parlato a ruota libera affrontando tanti temi.
“Ho sempre detto alla mia famiglia che volevo giocare a calcio – le sue parole – ho iniziato con i maschi e venivo presa in giro perché non era uno sport per donne. Fino a 14 ho giocato con i maschi, poi sono andata a giocare con le donne. Mamma era un po’ contraria, infatti mi ha mandato a giocare a pallavolo, ma giocavo con i piedi. A Treviso giocavo col Barcon, squadra di Serie C, poi sono andata al Pordenone in A. Ho debuttato in A 15 anni, e non ho più smesso. Ho cambiato tante squadre, tante città e anche scuole. Sono arrivata al quinto superiore e non ho finito il percorso di studi, ma voglio prendere il diploma. Non ho accettato offerte dall’estero perché in questo momento non sarebbe giusto: credo in questo movimento e credo che non sia un segnale positivo per le bambine che mi hanno come esempio: vedermi andar via dall’Italia e non aiutare il movimento italiano non sarebbe bello. Ci sono molte bambine che vengono a vederci, cosa che prima non avveniva. Consigli? La prima cosa è credere nel proprio sogno, e seguire la passione che ti spinge ad arrivare in alto: credo che ognuno possa arrivare in alto con questi stimoli. Dopo la carriera da giocatrice ad oggi non abbiamo un lavoro fisso, bisognerà trovare un’occupazione. Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio: potrei fare l’allenatrice dei bambini. Sono stata a Madrid a 17 anni: mi aveva preso l’Atletico ma non mi sentivo pronta ad un’esperienza del genere, cambiare abitudini e tradizioni era troppo grande per la mia realtà, ho auto un po’ di timore”.
Poi qualche considerazione sul calcio italiano.A Roma mi trovo bene, l’ambiente è sereno e tranquillo, la gente del sud è fantastica, l’aria e positiva e si sta bene. La mia famiglia è di origini napoletane, ma sono nata e cresciuta a Treviso. C’è stato un cambiamento nel seguito del calcio femminile: non mi aspettavo così tante persone a vedere la nostra partita con l’Empoli, e col Milan il Tre Fontane era pieno. Mi fermano molte persone, non me lo aspettavo. Sono cresciuti anche i follower sui social. La Juventus resta la più forte sulla carta, ma alla fine decide sempre il campo. Non siamo ancora professioniste, ma si sta muovendo qualcosa, dobbiamo dimostrarlo noi sul campo: vogliamo una parità con i nostri colleghi uomini“.
Poi Manuela Giugliano racconta qualche curiosità sulla sua vita privata a ed a atleta. “Il lunedì ci alleniamo alle 14:30, facciamo parte fisica e aerobica. Se giochiamo domenica il lunedì è libero. Alimentazione? Noi siamo fortunate, al centro sportivo abbiamo la mensa dedicata a noi. A cena di solito mangiamo un secondo, ci segue il nutrizionista, abbiamo un solo pasto libero a settimana. Fidanzato? È il pallone, mi dedico a lui. Le punizioni sono la cosa che mi vengono meglio: da piccola copiavo Pirlo. Di solito sono io che vado a prendermi la palla per calciare. Il calcio femminile è molto simile al maschile: si prendono le botte, e ci sono i contrasti perché la fase difensiva è molto importante. Sui luoghi comuni sul calcio femminile la penso così: non ci devono essere differenze, siamo preparate come gli uomini, possiamo reggere le stesse grandezze di campo e porta“.