Sara Dossena è pronta per la storica e sempre affascinante Maratona di New York che si correrà il prossimo 4 novembre. Si parte con il cuore in gola per l’emozione dal Ponte di Verrazzano. Come da tradizione, uno sparo di cannone libera l’adrenalina e le energie dei 40.000 runner che corrono la Maratona più bella del mondo. New York è tante cose: la magnifica skyline di Manhattan, Brooklyn, Queens, strade e viali vissuti a tempo di corsa in un’atmosfera di festa fino agli ultimi chilometri del Central Park, dove gli atleti di valore mondiale sanno di giocarsi carte importanti per salire sul gradino più alto del podio, ma dove gli spettatori non lesinano applausi e incitamenti senza escludere nessuno. Proprio così, domenica 4 novembre si rinnova la tradizione con la corsa su strada per eccellenza, quella che più di altre ha divulgato il verbo della corsa in tutto il mondo. E c’è un’italiana che può recitare un ruolo importante. Tra l’altro ricorrono proprio 20 anni dall’ultimo successo azzurro in rosa, quando la romana Franca Fiacconi alzò le braccia al cielo in Central Park.
Sara Dossena, 34 anni ancora da compiere, proprio l’anno scorso giunse sesta nella kermesse americana con un 2h29’39” all’esordio sulla distanza. E’ reduce dal sesto posto e il primato personale agli Europei di Berlino  (2h27’53”) e dal record personale con vittoria nella Mezza Maratona di Udine (1h10’10”). Non inganni il secondo posto ai recenti Italiani di mezza maratona: “Ero carica di allenamenti. Da quel giorno ho pensato solo a scaricare e a prepararmi mentalmente per la gara di New York, dove giocherò le mie carte”.
Il campo delle partenti è un parterre de roi. Al via la campionessa uscente, l’americana Shalane Flanagan,  37enne d’assalto: “Ho trascorso un mese in altura per prepararmi al meglio. Dal 2016 ho visto grandi miglioramenti nella preparazione e la cosa mi dà grandi motivazioni. L’anno scorso ho vinto applicando il motto: “Corri la gara come se fosse l’ultima”. Shalane è stata la prima americana a vincere a New York dopo 40 anni. Con lei l’altra americana Desirèè Linden, capace di vincere la Maratona di Boston in condizioni da allerta meteo, e poi le keniane Mary Keitany (tre volte prima nella Grande Mela) e Vivian Cheruyot, prima quest’anno a Londra, quindi un’altra americana di gran classe come Molly Huddle, primatista Usa dei 10000 . Ma ci sarà anche Sara (scusate il bisticcio di parole) che non ha nessun timore reverenziale e farà di tutto per coronare il suo sogno spinta dall’affetto e dal calore di tantissimi connazionali.

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