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Marika più forte di tutto. Batte la malattia e gira il mondo a piedi. “La montagna mi emoziona”

Più forte della malattia, più forte di tutto. La storia di Marika Ciaccia è di quelle che vanno raccontante perché sono la prova vivente di come lo sport possa essere d’aiuto e come la forza di una donna possa davvero fare miracoli.
A Marika, 29 anni di Varese, più conosciuta sui social come My Life in Trek, hanno diagnosticato una trombosi venosa profonda ed una embolia polmonare che la volevano costretta a letto, ma lei è stata più forte della sua malattia: si è allacciata le scarpe e si è messa in cammino. Ha fatto molti viaggi zaino in spalla, dal Tirolo, al Monte Rosa fino ai 5000 metri delle montagne arcobaleno peruviane.
E’ una storia di sport e di speranza quella raccontata molto bene dalla splendida community di Donne di Montagna
Ho iniziato a camminare a seguito di un problema fisico (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) che mi ha fatto rischiare di perdere questa capacità, che spesso diamo per scontata. E’ stato doloroso ma ho scoperto che il richiamo della montagna era troppo forte, volevo andare sempre più su. Così sono guarita e non mi sono mai più fermata. Di trekking belli ne ho fatti tantissimi, è impossibile sceglierne uno. Sicuramente amo la bellezza delle montagne del Tirolo, mi sono stupita e commossa ai 5000 metri delle montagne arcobaleno peruviane, così come ai 4000 m del Monte Rosa locale. Mi sono immersa nella storia sul trekking alle 52 gallerie del Pasubio e ho esplorato a tutto tondo la Valle Antrona, selvaggia e colorata, la sento come casa“.
Marika Ciaccia non si pone limiti. “La soddisfazione più grande è non avere un sogno nel cassetto: appena mi colpisce l’idea di un luogo mi mobilito per raggiungerlo in breve tempo. Non importa che sia accanto a casa o dall’altra parte del mondo, io sono sicura di arrivarci perché lo voglio davvero. E questo fa la differenza. Camminare mi permette di riordinare i pensieri, eliminare quelli superflui ed elaborare nuove idee. Per me è una medicina naturale.”.

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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