Non c’è pace per Martina Navratilova. La tennista, icona sportiva del mondo gay, è di nuovo al centro di una bufera anche se in molti si sono già schierati dalla sua parte. Già qualche tempo fa, alcune sue dichiarazioni avevano fatto discutere ma adesso la 62enne “paga” le conseguenze delle sue affermazioni. L’Athlete Ally – organizzazione che sta al fianco degli sportivi Lgbt (gay, trans, lesbiche) l’ha infatti destituita dal ruolo di ambasciatrice. Anche nei giorni era tornata sull’argomento: “È ingiusto per le donne che devono competere contro persone che, biologicamente, sono ancora uomini. Sono felice di rivolgermi a una donna transgender in qualsiasi forma preferisca, ma non sarei felice di competere contro di lei“.
La Navatrilova, nel 2014 è convolata a nozze con la storica compagna Julia Lemigova e, nello stesso anno, si era unita alla Athlete Ally che l’aveva premiata al proprio gala di fine anno. Un’unione di intenti durata 5 anni e chiusa dalla stessa associazione: “Non ci importa il nome o il palmares, chiunque attacchi la comunità trans va contro i nostri principi e obiettivi“. Sulla vicenda è tornata anche Rachel McKinnon, prima donna transgender a vincere il Mondiale nel ciclismo: “Le sue parole sono inquietanti, sconvolgenti e assolutamente transfobiche“.

 

 

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