“Il problema di fondo non è sportivo, è culturale ed è qui il lato che maggiormente ci dovrebbe indignare”. Parla così Mattia Martini, consulente di mercato dell’AGSM Verona, intervistato dalla rivista GDF-Firenze, sul tema legato al genere nello sport.

“In Italia – spiega – vi è una forte problematica legata alla questione del genere, alla stereotipizzazione dell’essere “Uomo” e dell’essere “Donna”: vi è una netta distinzione ed un forte divario sociale nel concepire tali sfere, che si riflette in denominazioni alquanto fuori luogo, vedesi “Gentil Sesso” e “Sesso Forte”, oppure in discriminazioni di fatto, nei più svariati ambiti sociali. Un esempio? L’Italia è il paese delle cosiddette “Quote Rose” , prevedenti un numero di posti riservati in politica alle donne. Questa è una doppia discriminazione: la donna deve arrivare a certe cariche perché competente, professionista, eccellente nel ricoprire ed esercitare la propria professione, e non perché donna. Inoltre tale provvedimento sottolinea e rafforza quanta discriminazione vi sia in società, se vi è sentito e rimarcato il bisogno di dedicare tali posti”.

Sulle problematiche di genere legate allo sport:Ahimè lo sport è un lato, una faccia, della nostra società. Ospite in radio qualche giorno fa, ho fortemente ribadito il pensiero che non si debba porre l’aggettivo “Femminile” o “Maschile” a nessuna disciplina, in quanto lo sport è sport: indipendentemente che sia praticato da un uomo o da una donna”.

In ultima analisi:Bisogna iniziare un processo e programma culturale che vada ad implementare nei percorsi di istruzione lo studio del genere e l’attenzione allo stesso. Deve essere un’iniziativa dei Ministeri della Pubblica Istruzione e delle Pari Opportunità, a cui, volendo, si può affiancare quello dello Sport. Ricordiamoci… Vi è una forte differenza tra sesso e genere: mentre il primo è dato da una biologia di nascita, il nascere uomo o nascere donna, il secondo è l’insieme di tutti i comportamenti e delle idee associate al sesso, che risentano di un forte relativismo culturale”.
 

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